Cerenzia - Tavolo tra Comuni contro le pluriclassi e il rischio chiusura scuole
Il Consiglio comunale dà l'ok alla mozione presentata dal consigliere di maggioranza Roberto Papaleo
Cerenzia - Si è svolta il 26 febbraio 2026, la seduta del Consiglio comunale durante la quale è stata discussa e posta in votazione la mozione al punto 2 dell’ordine del giorno, presentata dal consigliere comunale di maggioranza Roberto Papaleo (LEGGI QUI), esponente dell’amministrazione Mascaro. Al centro del dibattito, la delicata questione della riorganizzazione delle classi scolastiche e il crescente ricorso alle pluriclassi, una soluzione che, pur garantendo la sopravvivenza dei plessi, rischia di compromettere la qualità dell’offerta educativa.
Un tavolo intercomunale
La proposta prevede l’apertura di un tavolo intercomunale per favorire la formazione di classi più omogenee per età, evitando accorpamenti tra fasce scolastiche molto distanti questa è realmente la proposta che dovrebbe passare su i tavoli di lavoro di amministrazione e scuola. Una scelta che, pur riconoscendo il lavoro serio e i buoni risultati ottenuti dalle insegnanti, mira a ridurre le difficoltà oggettive nella gestione didattica.
Nel corso del Consiglio è stato evidenziato anche il rischio di perdere l’identità non solo dei singoli Comuni, ma dell’istituto scolastico I.C. Simonetta stesso, già oggi in forte sofferenza a causa del calo delle iscrizioni.
Una mozione che coinvolge altri Comuni
La mozione è stata votata con parere favorevole, registrando la soddisfazione dell’amministrazione comunale. Il documento impegna la Giunta del Comune di Cerenzia a portare ufficialmente la proposta sui tavoli amministrativi degli altri Comuni coinvolti: Castelsilano, Caccuri e la frazione di SantaRania. Durante il dibattito è stato ribadito che i bambini non possono essere strumentalizzati per questioni politiche o di comodità. Le esigenze degli adulti, pur legittime, non possono prevalere sul diritto dei più piccoli a un’istruzione di qualità, basata su classi omogenee e percorsi educativi adeguati.
È stato inoltre riconosciuto che la chiusura di una scuola rappresenta sempre una ferita per la vita sociale di un paese, ma lo spopolamento dei piccoli comuni dell’entroterra è un fenomeno ormai strutturale, che impone scelte responsabili e condivise. Resta infine l’incognita legata ai numeri: anche unendo le forze dei diversi Comuni, non è scontato che si riescano a formare classi sufficienti. Il rischio di chiusura degli istituti resta concreto, soprattutto in assenza di nuove nascite e solo questione di tempo.
Il Consigliere ha assicurato che verrà data massima trasparenza alle decisioni che saranno assunte dagli altri sindaci e che il territorio dell’entroterra verrà costantemente aggiornato sugli sviluppi futuri. «Si precisa - si legge in una nota di Papaleo - che nessuno vuole togliere la libertà e il diritto di scegliere dove ogni genitore vuole iscrivere i propri figli. Ma alle affermazioni di tanti genitori dove dicono “cosa stanno facendo le amministrazioni per questo problema”, rispondo: noi la nostra la stiamo facendo ma adesso tocca ai genitori o restare a guardare uno scenario che fra un po di tempo vedrà la chiusura di qualche scuola accorpandola con chi sa' dove.
Si stanno ristrutturando vecchi istituti e costruendone nuovi nei tre paesini dell’entroterra, rimarranno oasi nel deserto? - si chiede il consigliere -. Strategia e simbiosi tra i comuni vicini per non dire quasi attaccati conviene o non fa comodo a qualcuno? Far passare messaggi sbagliati porta solo un danno ai nostri piccoli studenti. Certo non si possono accusare o additare altri genitori che ritengono iscrivere i propri figli altrove in classi omogenee o addirittura accusarli di aver partecipato alla chiusura di qualche classe o plesso».
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