Chiama Roma, a rischio i lavoratori di Crotone: la Slc Cgil Calabria annuncia battaglia

A rischio decine di posti di lavoro a Crotone: “Scelte ingiuste e discriminatorie, pronti alla mobilitazione”

A cura di Redazione
11 gennaio 2026 09:00
Chiama Roma, a rischio i lavoratori di Crotone: la Slc Cgil Calabria annuncia battaglia  -
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La Slc Cgil Calabria alza la voce sulla vicenda dei lavoratori crotonesi del servizio “Chiama Roma, il call center che opera per il Comune di Roma e il cui appalto è in scadenza. Il timore è che il servizio non venga rinnovato alle condizioni attuali, lasciando decine di persone senza lavoro sul territorio di Crotone. Il sindacato annuncia battaglia e promette mobilitazione.

Non permetteremo che una scelta ingiusta e discriminatoria colpisca la Calabria e soprattutto il territorio di Crotone, non ci fermeremo”, afferma la Slc Cgil Calabria. “Ribadiamo la nostra ferma volontà di proseguire con la mobilitazione a difesa dell'occupazione. Se il Comune di Roma non rivedrà le previsioni del bando di gara, assicurando il principio di territorialità nel cambio di appalto, metteremo in campo tutte le iniziative di lotta necessarie a difesa del territorio e del lavoro”.

Il sindacato ripercorre le criticità emerse con la pubblicazione del nuovo bando per il servizio. “Nel bando era presente l'indicazione di un Ccnl diverso da quello delle telecomunicazioni – spiega la Slc Cgil – e, fatto ancor più grave, un punteggio aggiuntivo per assunzioni effettuate nel Comune di Roma su una commessa in cui da anni sono impiegati 150 lavoratori crotonesi”. Clausole giudicate “inaccettabili”, contro le quali il sindacato afferma di essersi mosso immediatamente, attivando tutte le interlocuzioni possibili per chiederne la modifica.

Un nuovo passaggio decisivo è atteso nei prossimi giorni. “Il 14 gennaio si terrà l’incontro tra le organizzazioni sindacali e il Comune di Roma”, fanno sapere dalla Slc Cgil Calabria. Il confronto, richiesto unitariamente da Cgil, Cisl e Uil, arriva anche alla luce dello slittamento della scadenza del bando di gara al 16 gennaio. L’obiettivo è tentare un’ulteriore mediazione e spiegare all’amministrazione capitolina “la bontà delle nostre rivendicazioni, nell’interesse dei lavoratori e della continuità del servizio, abbinata alla qualità che lo ha da sempre contraddistinto”.

La vertenza resta dunque aperta, con i riflettori puntati su una decisione che potrebbe avere pesanti ricadute occupazionali su Crotone e sull’intero territorio calabrese.

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