Comitato Cittadino Aeroporto Crotone: “Servono fatti, non parole per il rilancio dello scalo”

Dopo undici anni di battaglie, il sodalizio denuncia le difficoltà dello scalo pitagorico: “Il territorio ha bisogno di fatti concreti per garantire il diritto alla mobilità”

A cura di Redazione
16 settembre 2026 17:00
Comitato Cittadino Aeroporto Crotone: “Servono fatti, non parole per il rilancio dello scalo” - Foto: Redazione
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Crotone - Da undici anni il Comitato Cittadino Aeroporto Crotone porta avanti il proprio impegno sul fronte dei trasporti e della difesa dello scalo aeroportuale pitagorico. A ribadirlo è lo stesso comitato attraverso un intervento pubblicato sui social, nel quale viene sottolineata la volontà di continuare a battersi per quello che viene definito un diritto fondamentale della comunità.

“Lo facciamo gratuitamente e non per apparire – afferma il Comitato – ma per difendere un nostro diritto, un diritto che appartiene anche ai nostri figli, costretti spesso a lasciare la nostra terra per studiare o lavorare lontano”.

Secondo il sodalizio, negli ultimi anni sarebbe stato fatto poco per il rilancio dell’aeroporto di Crotone. “Tentano di zittire la nostra voce, ma ancora di più alterano la realtà – si legge nel comunicato –. La situazione è così evidente che anche un cieco potrebbe vederla”.

Nel mirino del Comitato finisce in particolare la gestione dello scalo da parte di Sacal, la società che dal 2016 gestisce gli aeroporti calabresi. “In dieci anni di gestione – sostiene il Comitato – non sono stati effettuati investimenti per rilanciare l’aeroporto crotonese. Possiamo parlare del nulla cosmico se confrontiamo quanto fatto per Crotone con gli investimenti destinati agli scali di Reggio Calabria e Lamezia Terme”.

L’organizzazione cittadina evidenzia inoltre le difficoltà nei collegamenti da e verso il territorio: “Possiamo affermare tranquillamente che nel 2026 arrivare a Crotone sia più difficile rispetto al 1975. Possiamo immaginare che tornare a casa per Natale, per molti crotonesi che vivono fuori regione, rischierà di diventare una vera impresa”.

Il Comitato conclude ribadendo la necessità di interventi concreti: “La realtà smentisce ogni comunicato che punta a tranquillizzare la popolazione. Abbiamo bisogno di fatti, non di parole”.

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