ECONOMIA

Confcommercio Crotone lancia l’allarme sulla desertificazione commerciale: "Serve una strategia"

La presidente Emilia Noce sollecita un confronto tra istituzioni e imprese per sostenere il commercio di prossimità e valorizzare il territorio

A cura di Redazione
29 ottobre 2026 21:30
Confcommercio Crotone lancia l’allarme sulla desertificazione commerciale: "Serve una strategia" - Foto: Uff. Stampa Confcommercio Crotone
Foto: Uff. Stampa Confcommercio Crotone
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Crotone - La presidente Emilia Noce: «La progressiva desertificazione commerciale richiede risposte concrete. Preoccupa la mancanza di riscontri da parte dell'Amministrazione comunale di Crotone sulle proposte di Confcommercio. Continuiamo a credere nel dialogo e nella necessità di costruire una strategia provinciale per l'attrattività e lo sviluppo».

La progressiva riduzione delle attività commerciali di prossimità è un fenomeno che interessa numerose città italiane e che assume caratteristiche particolarmente preoccupanti anche nel comune di Crotone e nell'intero territorio provinciale. Una trasformazione che merita attenzione, non soltanto per le conseguenze economiche e occupazionali, ma anche per le ricadute sulla qualità della vita, sulla tenuta sociale delle comunità e sulla capacità dei nostri centri di continuare a essere luoghi attrattivi e vitali.

I cambiamenti nelle abitudini di consumo, la crescita del commercio elettronico, le dinamiche demografiche e l'evoluzione dei modelli urbani stanno modificando profondamente il settore. In questo scenario, la chiusura di attività commerciali, talvolta anche storiche, rappresenta un segnale che non può essere sottovalutato, soprattutto nei quartieri e nei piccoli comuni, dove ogni impresa costituisce un punto di riferimento che va ben oltre la propria funzione economica.

«Osserviamo con attenzione e crescente preoccupazione questi fenomeni – afferma Emilia Noce, presidente di Confcommercio Calabria Centrale – Crotone – ma siamo convinti che sia necessario trasformare le preoccupazioni in proposte e le difficoltà in occasioni di confronto. Non intendiamo alimentare contrapposizioni né limitarci a individuare responsabilità. Crediamo, piuttosto, che sia arrivato il momento di interrogarsi seriamente sul futuro delle nostre città e sulle condizioni necessarie per restituire fiducia a chi fa impresa e a chi vorrebbe investire nel nostro territorio».

Un'attività commerciale non rappresenta soltanto un luogo nel quale acquistare beni o servizi. È uno spazio di incontro, di relazione e di socialità, genera occupazione e contribuisce alla sicurezza e alla vivibilità delle strade. I negozi, i pubblici esercizi e le attività di servizio costituiscono presìdi quotidiani di comunità e legalità. Quando queste realtà scompaiono, il rischio è quello di un progressivo impoverimento non soltanto economico, ma anche sociale e urbano, con conseguenze che interessano l'intera collettività.

Per Confcommercio Calabria Centrale – Crotone è dunque necessario riportare il tema del commercio e dell'attrattività territoriale al centro dell'agenda pubblica, promuovendo un confronto che coinvolga i Comuni, la Provincia, la Camera di Commercio, le istituzioni competenti, le associazioni di categoria e le rappresentanze economiche e sociali.

«La desertificazione commerciale, lo spopolamento dei piccoli centri, la perdita di funzioni nei quartieri e la difficoltà di attrarre nuovi investimenti non sono problemi separati – prosegue Noce – ma aspetti di una stessa trasformazione. Per affrontarli servono politiche coordinate, capacità di ascolto e una visione che superi la logica degli interventi occasionali. Occorre tornare a ragionare insieme sul modello di città e di territorio che vogliamo costruire nei prossimi anni».

L'obiettivo deve essere quello di sviluppare una strategia provinciale per l'attrattività, capace di mettere in relazione commercio, turismo, cultura, servizi, mobilità, rigenerazione urbana, sicurezza, valorizzazione degli spazi pubblici ed eventi. Una prospettiva nella quale le attività economiche non siano considerate elementi isolati, ma parte integrante di un sistema territoriale più ampio.

Allo stesso tempo, è indispensabile accompagnare le imprese nei processi di cambiamento. Digitalizzazione, innovazione, nuove modalità di consumo e crescente attenzione alla qualità dei servizi richiedono competenze aggiornate e una maggiore capacità di adattamento. Formazione, accesso agli strumenti di sostegno e valorizzazione delle professionalità diventano quindi condizioni essenziali per rafforzare la competitività delle attività esistenti e favorire la nascita di nuove iniziative imprenditoriali.

«Non possiamo immaginare di affrontare il futuro limitandoci a conservare ciò che esiste – sottolinea la presidente –. Dobbiamo aiutare le nostre imprese a evolversi e, contemporaneamente, rendere più attrattivi i luoghi nei quali operano. Le imprese investono dove intravedono prospettive, dove trovano servizi, persone, opportunità e soprattutto una visione credibile di sviluppo».

Crotone e la sua provincia possiedono un patrimonio di straordinaria unicità, fatto di storia, archeologia, cultura, mare, ambiente, produzioni locali, tradizioni e identità. Risorse che possono rappresentare la base di una nuova capacità di attrazione, a condizione che vengano inserite in una progettualità condivisa, capace di creare connessioni concrete tra commercio, turismo e valorizzazione del territorio.

In questo quadro, particolare attenzione merita la città capoluogo e, soprattutto, il suo centro storico, che continua a rappresentare uno dei luoghi più significativi dell'identità cittadina, ma che necessita di interventi, progettualità e una rinnovata attenzione alle esigenze dei residenti e delle attività economiche.

Su questo tema, Confcommercio Calabria Centrale – Crotone ritiene opportuno richiamare anche alcune criticità emerse nel rapporto con l'Amministrazione comunale.

«Nel corso del tempo abbiamo manifestato la nostra disponibilità a contribuire in maniera concreta e propositiva alla definizione di iniziative per il rilancio del centro storico – evidenzia Emilia Noce –. Lo abbiamo fatto anche insieme al comitato costituito da cittadini residenti, nella convinzione che il coinvolgimento di chi vive e opera quotidianamente in questi luoghi rappresenti un valore aggiunto per qualsiasi percorso di riqualificazione. Tuttavia, dobbiamo rilevare con rammarico che, a fronte delle sollecitazioni e delle proposte avanzate, non abbiamo ricevuto i riscontri auspicati da parte dell'Amministrazione comunale».

Tra le questioni rimaste senza un concreto seguito, Confcommercio richiama anche la proposta di istituire un'apposita Consulta dedicata alle problematiche e alle prospettive di sviluppo del centro storico, quale strumento stabile di ascolto, partecipazione e confronto tra istituzioni, residenti e operatori economici.

«Non nascondiamo il nostro rammarico – aggiunge Noce – perché riteniamo che il dialogo con le rappresentanze economiche e con i cittadini debba costituire un elemento ordinario dell'azione amministrativa, soprattutto quando si affrontano questioni che incidono direttamente sul futuro della città. Il nostro richiamo non vuole essere motivo di polemica, ma un invito a recuperare un percorso di collaborazione. La mancanza di risposte non modifica la nostra disponibilità al confronto, né ci farà arretrare rispetto alle responsabilità e alla missione che siamo chiamati a svolgere nell'interesse delle imprese e del territorio».

La valorizzazione centro cittadino, del centro storico di Crotone, così come la rivitalizzazione dei quartieri e dei piccoli comuni della provincia, richiede infatti una programmazione che sappia coniugare interventi materiali e iniziative economiche, qualità urbana e accessibilità, sicurezza e servizi, valorizzazione dell'identità e nuove opportunità imprenditoriali.

Non si tratta semplicemente di contrastare la chiusura delle attività, ma di creare condizioni favorevoli affinché nuovi imprenditori possano scegliere di investire, contribuendo a restituire vitalità ai luoghi e fiducia alle comunità.

«La sfida non è soltanto evitare che un'altra serranda si abbassi. La vera sfida è creare le condizioni perché una nuova serranda possa alzarsi. Per raggiungere questo obiettivo occorrono programmazione, investimenti, collaborazione istituzionale e la capacità di guardare oltre le singole emergenze».

Da queste considerazioni nasce la volontà di Confcommercio Calabria Centrale – Crotone di rilanciare un confronto su scala provinciale, aperto alle istituzioni e a tutte le componenti economiche e sociali, con l'obiettivo di individuare priorità condivise e proposte concretamente realizzabili.

«Vorremmo che questa riflessione rappresentasse l'occasione per riaprire una discussione seria e costruttiva sul futuro del nostro territorio – conclude Emilia Noce –. Non abbiamo bisogno di ulteriori occasioni formali di confronto prive di conseguenze, ma di un metodo di lavoro che consenta di condividere le criticità, individuare obiettivi e tradurli in azioni concrete. Il commercio può e deve continuare a essere uno dei motori della vitalità economica e sociale delle nostre città. Ma nessuna associazione, nessuna impresa e nessuna istituzione può affrontare da sola una trasformazione di questa portata. Serve una responsabilità condivisa, nella consapevolezza che il futuro dei nostri centri riguarda tutti. Confcommercio continuerà a fare la propria parte, con spirito propositivo, autonomia e determinazione, perché crediamo nelle potenzialità di Crotone e della sua provincia e nella possibilità di costruire, insieme, nuove prospettive di sviluppo».

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