Coronavirus, la Calabria in zona arancione. In serata l’ordinanza di Speranza

Coronavirus, la Calabria in zona arancione. In serata l’ordinanza di Speranza

Intanto il Governo è al lavoro per il nuovo dpcm in vista del Natale

La Calabria diventa zona arancione insieme a Piemonte e Lombardia. Le prime indiscrezioni arrivano a seguito degli incontri avvenuti in giornata. L’ordinanza del ministro della Salute Speranza dovrebbe arrivare in serata. Da domenica dunque ci si potrà spostare senza autocertificazione nel proprio comune di residenza. Riaprono anche le scuole fino alla terza media, ancora dad per le superiori. Locali della ristorazione chiusi ma con possibilità di espletare il servizio di asporto fino alle 22.

E mentre l’andamento della curva epidemiologica in Italia continua ad essere stabile il Governo è al lavoro per varare il nuovo Dpcm che entrerà in vigore il prossimo 3 dicembre quando dovrebbero – il condizionale è d’obbligo – cadere le disposizioni dell’ultimo decreto che ormai da settimane ha imposto limitazioni in molte regioni d’Italia. L’obiettivo è quello di “salvare” il Natale, o almeno provarci. Le feste di dicembre rappresentano un toccasana per le attività commerciali, e darebbero un po’ di respiro all’economia. I dubbi però sono tanti e vengono sollevati soprattutto dal comitato tecnico scientifico che teme un nuovo incremento dei casi e l’arrivo di una terza ondata che sicuramente la Nazione non si può permettere nè sotto l’aspetto economico nè soprattutto sotto quello sanitario. Fare rete e ora fondamentale ma accontentare tutte le categorie è ovviamente impossibile.


Limitare gli spostamenti è il punto cardine del nuovo decreto ma nello stesso tempo c’è l’intenzione di garantire il ricongiungimento tra parenti e la possibilità di far vivere il Natale come vuole la tradizione, o quasi. «Bisogna evitare gli spostamenti non strettamente necessari – ripete il ministro della Salute Roberto Speranza in ogni trasmissione e intervista – , ridurre il più possibile le relazioni con le altre persone se queste non sono indispensabili e restare a casa ogni volta che è possibile». Insomma, l’inquilino del dicastero che si sta occupando in prima persona della questione Covid, non ha mezze misure e anticipa le raccomandazioni per pranzi, cenoni e messe. Gli italiani potranno sì riunirsi, ma cercando di evitare e grandi tavolate. Sei o forse otto i parenti “stretti” da ospitare nelle case, se sono quelli con i quali ci si vede più spesso ancora meglio. Il rischio è quello di creare focolai casalinghi che ancora oggi sembrerebbero essere l’occasione principale di contagio. Ma il natale è il Natale. La festa per eccellenza e soprattutto la festa più attesa dai bambini che ricordiamo sono quelli che stanno rinunciando a tutto. Ecco perchè il Premier Conte ha ribadito che ci sarà lo scambio dei doni ma nello stesso tempo ha sottolineato che «consentire tutte occasioni di socialità tipiche del periodo natalizio non è possibile».
Negozi e coprifuoco
L’idea del governo è quella di riaprire tutte le attività e di spostare il coprifuoco dalle 22 alle 24 per dare anche alle atività la possibilità di prolungare l’orario di apertura. Aperti anche nel week-end i centri commerciali. Tutto però sempre seguendo i rigidi protocolli anti-covid.
La scuola
Conte vorrebbe far tornare tutti i ragazzi in auala, per lezioni in presenza, dal prossimo 9 dicembre, prima dunque delle feste di natale. Una scelta dettata sicuramente anche dal fato che sarebbero pochi giorni dis cuola prima poi delle vacanze che dureranno fino al 6 gennaio.
Spostamenti
L’Italia dovrebbe diventare tutta zona gialla, ma dal Governo si invita alla cautela, sbaglòiare ora significherebbe rischiare una terza ondata. L’ok potrebbe esserci solo per chi torna alla propria residenza, ma è ancora tutto in ballo. A rischio anche le vacanze sulla neve. Il Governo vuole evitare l’effetto vacanze di agosto. Su questo capitolo il confronto è aperto anche con l’Europa.
Vaccino
Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha annunicato che il prossimo 2 dicembre presenterà il piano strategico sul vaccino anti Covid che sarà gestito dallo Stato e non dalle Regioni. Si tratta, almeno secondo quanto annuncia il Governo di una campagna imponente che inziizerà a gennaio. In Italia verrà distribuito il 13,65% dei vaccini opzionati in Europa.