Coronavirus, le case diventano anche piccole chiese

Il Covid 19 ha travolto e cambiato ogni ambito della nostra vita: dal lavoro alla solita routine, dalle nostre passioni alla religione. Ebbene sì, nella lista delle “attività” chiuse al pubblico, c’è anche quella liturgica. I fedeli non possono incontrarsi nelle parrocchie, né per riunioni, né per liturgie né tantomeno per le celebrazioni eucaristiche.

Eppure il popolo di Dio non è mai stato così unito, anche se distante. “La Chiesa siamo noi” è scritto nel vangelo, una verità che si fa carne proprio ora, in un momento in cui affidarsi a Dio trasforma la religiosità naturale in consapevolezza. La storia racconta di pandemie passate e di Chiese sempre aperte, di uomini che gridavano al miracolo mentre in strada si diffondeva la peste. Ma nel terzo millennio invece, si è deciso di rispettare le regole e addirittura di utilizzare la tecnologia per evangelizzare. Rimarrà impressa nella mente di tutti, per sempre, l’immagine di Papa Francesco, sotto la pioggia, al centro di una piazza San Pietro vuota, raccolto in preghiera per impartire la benedizione Urbi et Orbi in diretta tv.

Una Chiesa insomma che si adatta ai tempi che corrono e che sembra aver trovato nella vita degli uomini un ruolo centrale. Le case si sono trasformate in piccole Chiese, le famiglie in piccole comunità: ci sono altari nelle stanze e dal segreto delle proprie abitazioni si elevano suppliche di grandi e piccini. Il Triduo Pasquale è stato celebrato tra le mura domestiche. Un credo forse ritrovato quello di tanti italiani che si uniscono così come il popolo d’Israele, in cammino in questo deserto ma pronti a raggiungere la Terra promessa. E non si fermano animati da una speranza che viene più volta ribadita dai pastori della Chiesa. Dal Pontefice ma anche dai vescovi. Monsignor Panzetta, ad esempio, vescovo della diocesi di Crotone-Santa Severina, nella sua omelia pasquale ha espresso una considerazione toccante quanto reale: “Guardavo la Chiesa con i banchi vuoti e mi sono chiesto: Dove passeggia Gesù Risorto?

E la risposta che mi è venuta è in questo piccolo giardino ecclesiale del Vescovo, del diacono, e di una piccola rappresentanza del presbiterio. Sicuramente il Risorto passeggerà, ma sono certo che il Risorto passeggerà nelle case dove la gente è radunata nel nome del Signore. Sono certo che le case dei crotonesi saranno succursali della Cattedrale, diventeranno un luogo dove il Signore si farà presente in modo forte. Trasformerà le nostre case in Santuari.

Vi invito così a vivere questa Pasqua. Sebbene siamo distanti, vi chiedo di vivere con intensità spirituale questa celebrazione, consapevoli che il Risorto è in mezzo a voi».