Cotronei, Torriani agli studenti: «Chiamatemi semplicemente don Alberto»
All’Istituto Margherita Hack dialogo diretto con i ragazzi: il vescovo si presenta come “don Alberto” e parla di scuola, ascolto e futuro dei giovani
Non una lezione formale né una visita scandita dal protocollo, ma un dialogo semplice e diretto con gli studenti. È questo il clima che ha accompagnato l’incontro tra monsignor Alberto Torriani, arcivescovo della Diocesi di Crotone-Santa Severina, e la comunità scolastica dell’Istituto “Margherita Hack” di Cotronei, come racconta don Francescantonio Spadola sul sito della diocesi.
Fin dall’inizio il presule ha voluto abbattere le distanze, chiedendo ai ragazzi di mettere da parte titoli e formalità. “Chiamatemi semplicemente don Alberto”, ha detto entrando nell’aula magna dell’istituto, davanti a studenti e docenti riuniti per l’incontro.
Il vescovo ha scelto di raccontarsi partendo dalla sua esperienza nel mondo della scuola, ricordando gli anni trascorsi accanto ai giovani e spiegando quanto l’ambiente educativo abbia segnato il suo percorso umano e sacerdotale. Per questo ha parlato di sé come di “un prete che ha vissuto nella scuola”, sottolineando quanto l’educazione rappresenti uno dei luoghi più importanti per costruire il futuro.
Nel dialogo con gli studenti dell’Istituto Margherita Hack, Torriani ha insistito sul valore dell’ascolto e sull’importanza di guardare alle persone prima ancora che ai numeri o ai risultati scolastici. Ha invitato insegnanti e ragazzi a riconoscere nella scuola una comunità dove ciascuno porta la propria storia e le proprie domande.
Ai giovani ha poi rivolto un invito a non smarrire la fiducia nel futuro, ricordando che il talento e le competenze acquisite tra i banchi possono diventare una risorsa preziosa anche per la propria terra. Un messaggio che ha voluto collegare alla responsabilità personale e alla capacità di costruire relazioni autentiche.
L’incontro si è concluso con un momento di confronto libero, durante il quale gli studenti hanno potuto porre domande e condividere riflessioni. Un dialogo semplice e concreto che, come sottolinea il racconto pubblicato sul sito della Diocesi di Crotone-Santa Severina, ha trasformato la visita del vescovo in un’occasione di ascolto reciproco tra Chiesa e mondo della scuola
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