Covid, a Crotone il 90% dei ricoverati non è vaccinato

Covid, a Crotone il 90% dei ricoverati non è vaccinato

Il Covid in Calabria continua a diffondersi, la campagna vaccinale procede con numeri confortanti ma bisogna accelerare ancora per raggiungere quell’immunità di gregge che dovrebbe garantire meno pressione sugli ospedali e soprattutto per arrivare a proteggere tutte quelle persone che rischiano di sviluppare una forma grave dell’infezione da Sars Cov 2. Meno confortanti sono però i dati che arrivano dagli ospedali, non tanto per i numeri dei ricoverati ma perché più del 90% dei pazienti nei reparti Covid ordinari e nelle terapie intensive è dichiaratamente no vax.

Al San Giovanni di Dio di Crotone, ad esempio, questi pazienti sono 9 su dieci. Tra loro c’è addirittura chi rifiuta la terapia e gli esami diagnostici e chi non ha completato il ciclo vaccinale e ha ricevuto solo da poco la prima dose, uno spazio temporale troppo breve per garantire una minima immunizzazione. Si tratta in questo caso di persone con patologie, i cosiddetti “fragili”. Un numero che fa riflettere sulla necessità di smuovere le coscienze per far capire l’importanza di aderire alla campagna vaccinale. Ma oltre a vaccinarsi è necessario continuare a seguire le norme anti-covid.

Alcuni focolai si stanno sviluppando a seguito di eventi molto partecipati e fuori controllo, come accaduto anche nella nostra città in queste settimane e purtroppo i primi effetti si fanno sentire. Ma le regole dovrebbero essere rispettate in modo ancora più rigido nelle strutture ospedaliere.

Ad oggi per poter effettuare visite e controlli nei reparti bisogna esibire un tampone negativo ma per entrare nel nosocomio crotonese non viene chiesto neanche il green pass come invece avviene in altri ospedali dove ci sono addirittura percorsi dedicati per ogni emergenza e per ogni tipologia di prestazione. In tutto questo i sanitari si trovano a dover operare con difficoltà. Il carico di lavoro continua ad essere pressante, riadeguarsi all’evoluzione della situazione pandemica non è sempre facile e l’appello lanciato da chi – da oltre un anno – combatte in prima linea è sempre lo stesso: rispettare le regole (distanziamento e mascherine) e vaccinarsi.