Covid, Speranza: “Finisce stato d’emergenza, ma il virus non scompare”

Covid, Speranza: “Finisce stato d’emergenza, ma il virus non scompare”

Dal primo aprile non scompare il virus ma finisce lo stato di emergenza, il nostro paese affronterà il virus con mezzi ordinari e non straordinari”. Roberto Speranza, ministro della Salute, lo dice in collegamento con Che tempo che da, su Rai 3. Il passaggio è possibile perché “abbiamo appena chiuso la stagione che è più difficile per contrarre i virus, autunno e inverno, senza sostanzialmente aver fatto chiusure”, ricorda Speranza, “una differenza tra il nostro e altri paesi, come l’Austria in lockdown e l’Olanda che ha chiuso bar e ristoranti”.

Dal 1 aprile la fine dello stato d’emergenza: il ministro Speranza fa il punto su come cambierà la lotta al virus

“Il mio messaggio è chiaro e netto: per me la fine della fase di emergenza non vuol dire che magicamente il virus scompare, non è cosi, ma possiamo affrontare con mezzi diversi, un virus che inoltre non è più sconosciuto, abbiamo un tasso di protezione alto e nuovi strumenti come le pillole antivirali”, aggiunge Speranza.

Lo stop alle mascherine al chiuso previsto per maggio “lo valuteremo nel mese di aprile”, in altri paesi sono state fatte scelte diverse, “in Francia le hanno gia rimosse, sono state già rimosse in Gran Bretagna, noi avremo un approccio più graduale”. Insomma, spiega il ministro della Salute, sarà attuata “una linea di prudenza che deve aprirci a una fase nuova”.

“Sulla scuola, la linea del governo è stata molto chiara, e ogni tesoretto che abbiamo avuto lo abbiamo dedicato alla scuola. La vera novità dal primo aprile è che chi è positivo va a a casa ma gli altri vogliamo mantenerli in classe. Ora stiamo facendo una scelta diversa” e “i lavoratori oltre i 50 anni potranno tornare a lavoro ma devono fare il tampone”. In altri termini “nei luoghi di lavoro le persone sopra i 50 anni e le categorie per cui vige l’obbligo, personale scolastico e forze dell’ordine sono a modalità green pass base, potranno fare il tampone e andare a lavoro“.

In Italia “a stamattina il 91,36% delle persone sopra i 12 anni ha ricevuto la prima dose di vaccino e quasi il 90% anche la seconda dose”. Si tratta di “un dato straordinario, che attesta il nostro paese tra quelli con la maggiore protezione al mondo” e “siamo tra i paesi con dati piu alti in Europa e nel mondo con la terza dose booster, il richiamo“, ricevuta da “oltre 38,5 milioni di persone”. Ciò detto “faccio appello a tutti gli italiani perché facciano la terza dose”. “E’ del tutto evidente che questa protezione che abbiamo, che è molto significativa ci ha permesso di attraversare questi mesi difficili come autunno e inverno senza chiusure”, dice Speranza.

«Agenzia DiRE»