Crotone, al Cinema Apollo il film di D’Amelio che riflette su bullismo e shoah

Crotone, al Cinema Apollo il film di D’Amelio che riflette su bullismo e shoah

Crotone – Con un film sul bullismo proiettato al Cinema Apollo di Crotone, diretto da Lorenzo D’Amelio, gli studenti della nostra provincia hanno riflettuto non solo sul bullismo, uno degli approfondimenti del regista beneventano con “M sono solo un ragazzo”, ma anche sulla tragedia della shoah. Ricorrono infatti i settantacinque anni della morte del Questore giusto, l’ultimo Questore di Fiume, Giovanni Palatucci, il quale spese la propria vita per salvare molti ebrei dalla mano nazista. In questi giorni sono state diverse le iniziative rivolte proprio agli studenti, invitando loro alla riflessione sulla seconda guerra mondiale. Al Cinema Apollo, in particolare, dove era presente il Questore di Crotone Massimo Gambino, hanno partecipato alla proiezione del film di D’Amelio molti studenti, i quali hanno dialogato con il regista presente in sala.

E la mattinata è stata arricchita anche dall’Associazione Nazionale Giovanni Palatucci, oggi servo di Dio: «Il film va in una duplice direzione, sul bullismo e l’impegno che risale ad una persona come Palatucci, non persone intese come agenti che controllano, ma un corpo, quello della polizia, che è vicino alla cittadinanza, intesa come comunità che vive – ha dichiarato il vicario dell’Associazione Palatucci, don Franco Celetta questo film riesce ad unire questi due aspetti». Il film è stato interpretato da due ragazzi e poi oltre quaranta comparse selezionate nelle scuole: «Il bullismo è un pretesto per parlare anche di altro – ha aggiunto il regista D’Amelionon mi piace affrontare un solo argomento. La speranza deve essere poi alla base di tutto». Il 25 aprile saranno consegnati a Crotone, poi, i premi dedicati alla figura del Questore Giusto Palatucci, ricordato con una santa messa in suo suffragio lunedì sera presso la Chiesa del Santissimo Rosario, celebrata da monsignor Ezio Limina cappellano militare: «Palatucci è morto per salvare cinquemila ebrei – ha detto Vincenzo Costa, referente provinciale dell’Associazione Palatucci – la sua vocazione era quella di fare opere di bene». E le opere di bene sono state protagoniste nel film di D’Amelio, dove l’attore protagonista, uno studente tartassato dai bulli, salva sua madre e la ragazza che ama da un complotto ordito per appropriarsi di alcuni beni d’antiquariato legati proprio alla seconda guerra mondiale.

Danilo Ruberto

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