Crotone, al liceo Pitagora una panchina rossa contro la violenza sulle donne

Crotone, al liceo Pitagora una panchina rossa contro la violenza sulle donne

Crotone – Il 25 novembre 2022 si è svolto nel giardino del Liceo Classico Pitagora un momento celebrativo in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Gli alunni delle classi IV A, V A e IV B, coordinati dalle professoresse Ada Fabiano e Silvana Sabatino, hanno espresso con le loro riflessioni un forte sentimento di commozione e vivo interesse rispetto al tema affrontato.

Si è trattato, come ha specificato nel suo intervento la professoressa Ada Fabiano, di un’attività educativo-didattica, che rientra nell’ambito del percorso di educazione civica, con l’intento di far riflettere sulle condizioni che portano alla violenza di genere e di aiutare i ragazzi ad acquisire consapevolezza di se stessi e del loro valore umano.

I lavori sono stati aperti dal dirigente scolastico, professoressa Natascia Senatore, che con le sue parole ha sottolineato la particolare sensibilità della famiglia del Pitagora verso i fenomeni sociali e l’impegno della scuola nel portare avanti un’opera di sensibilizzazione, volta allo sviluppo di una mentalità consapevole e profondamente umana.

La professoressa Ada Fabiano ha poi introdotto i momenti di riflessione a cura degli alunni delle classi IV A e V A, che si sono cimentati nell’indagine storica degli eventi che sono alla base di questa giornata e nell’analisi delle leggi che hanno rafforzato la tutela nei confronti delle donne vittime di reati violenti (in modo particolare la legge 69/19, meglio nota come “Codice Rosso”). Due studentesse hanno vestito i panni di due donne brutalmente uccise, invitando le vittime di violenza a denunciare prima che sia troppo tardi. La denuncia può essere sporta chiamando il Numero Antiviolenza e Stalking 1522.

Le alunne della classe IV B, coordinate dalla professoressa Silvana Sabatino, hanno lanciato grida di protesta e parole di dignità, diventando la voce di donne maltrattate, umiliate, uccise dalla violenza di uomini resi sordi e ciechi dalla disumanità. Hanno analizzato anche alcuni termini che, al femminile, tradiscono il significato neutro o positivo che assumono nella forma grammaticale maschile. Saman Abbas, Nika, Masha, Hadis Najafi, Lea Garofalo, sono rivissute attraverso le ragazze del “Pitagora”, che hanno velato i visi ma, alla fine, si sono liberate dello schermo di omertà e silenzio, lanciando in aria quel nero che offuscava il loro sorriso.

Il femminicidio è l’apogeo della violenza, che sfocia nella morte dopo una serie di abusi fisici, verbali, psicologici ed economici.

In mezzo al giardino della scuola campeggiavano una panchina tinteggiata di rosso dagli studenti e un paio di scarpe rosse, simboli di una lotta contro il femminicidio e contro la violenza non ancora vinta.

La violenza è la manifestazione infima dell’animo, un moto devastante che soqquadra l’ordine della vita di una persona dilaniandola senza pietà, senza rispetto per la dignità che è di ogni essere umano, senza distinzione alcuna.

Oggi, purtroppo, la morte perpetrata per mano di ignobili uomini mette a tacere le coscienze audaci di molte, troppe donne, che sognano soltanto di poter essere libere e pienamente vive. Una donna che subisce violenza non deve sentirsi in colpa, non deve sentirsi sbagliata e non deve sentirsi debole. La brutale violenza teme la forza disumana del coraggio ed è quando questo si manifesta, con il suo altissimo e sublime valore, che essa sente il bisogno di agire.

Rita Pia Sculco