Crotone, al Museo di CapoColonna un tuffo virtuale nei nostri fondali

Crotone, al Museo di CapoColonna un tuffo virtuale nei nostri fondali

Al Museo archeologico di Capocolonna “Bluemed” racconta lo Ionio

Puntare allo sviluppo sostenibile del turismo legato all’archeologia subacquea e alla valorizzazione dei beni culturali sommersi di cui è colmo il Mediterraneo, e in modo particolare il territorio del crotonese e l’Area Marina Protetta Capo Rizzuto. Questo in sintesi il progetto Bluemed finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito del programma di cooperazione INTERREG MED Programme 2014-2020, sviluppato da 11 diversi partner internazionali fra cui, per l’Italia, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e l’Università della Calabria, e presentato lo scorso mercoledì presso il Museo archeologico nazionale di Capocolonna.

E proprio la struttura situata nei pressi del promontorio lacinio ospita le nuove installazioni frutto del “Knowledge Awareness Center” (KAC) realizzato dall’Unical grazie ad un accordo di collaborazione stipulato con il Polo Museale della Calabria. Il KAC è uno spazio nel quale, attraverso l’utilizzo di tecnologie multimediali, si possono offrire ai visitatori informazioni e contenuti relativi ai beni culturali e naturalistici presenti sui fondali del Mar Mediterraneo ed in particolare in quelli dell’Area Marina Protetta “Capo Rizzuto” che è partner associato del Progetto Bluemed.

«Le installazioni multimediali e la nuova pannellistica – ha spiegato il prof. Fabio Bruno, responsabile del Progetto Bluemed per l’Unical – sono finalizzate a rendere consapevoli le persone che abitano questo territorio e chi visita il museo, di quelle che sono le ricchezze sommerse che si trovano nei nostri fondali e di come possono rappresentare un’opportunità di sviluppo per un turismo legato alla subacquea. Il territorio, infatti, è ricco di relitti che vanno dal periodo greco e fino all’epoca moderna e questo lo rende naturalmente deputato a questa tipologia di turismo». Curiosi e appassionati potranno dunque tuffarsi per un viaggio tra le bellezze e i colori dello Ionio.

«Stimoliamo – ha dichiarato il direttore del Museo Gregorio Aversa – la curiosità e l’attenzione verso un museo che merita attenzione e verso una tematica, quella del mare, che è legata a Crotone, non solo per la presenza dei relitti ma anche e soprattutto per la bellezza del paesaggio e del luogo». Soddisfatto della realizzazione di questo progetto SimoneScalise, responsabile servizio AMP Capo Rizzuto che ha ricordato l’iter del progetto partito nel 2015 con il percorso archeologico di Punta Scifo. Alla presentazione era presente anche Antonella Cucciniello, direttrice del Polo Museale della Calabria: «Un altro colpo è stato messo a segno – ha detto -. Non servono solo musei inclusivi ma serve migliorare il loro racconto. La proposta culturale di questo progetto dunque estende di fatto il museo oltre la linea della costa. Da oggi insomma, non solo possiamo affacciarsi oltre la colonna, ma possiamo immergerci nel Mediterraneo».