Crotone, al plesso Pizzuta di Papanice una giornata tra legalità e giustizia


I.C. Papanice: Al Plesso Pizzuta tra legalità e giustizia!

Pinuccio Fazio ha incontrato i bambini del plesso Pizzuta di Papanice, Crotone. Presenti Antonio Tata referente Libera provincia di Crotone, Giovanni e Francesca genitori di Dodò Gabriele, Anna Dattoli mamma di Gabriele scomparso da Strongoli anni fa.

Nella mattina del 15 Gennaio al plesso Pizzuta dell’I.C. di Papanice, sotto la dirigenza della Prof.ssa Cristiana Palmirotta, si è dato vita ad un incontro commovente e veramente interessante che ha avuto come tema la Legalità.

A far visita agli alunni, Pinuccio Fazio, il papà di Michele, vittima di una sparatoria fra clan nel 2001. Il ragazzo ucciso quando ne aveva solo 16, colpito per un errore durante una sparatoria tra i vicoli di Bari vecchia, stava solo tornando a casa la sera del 12 luglio, quando si trovó al centro di un conflitto a fuoco in largo Amendoni.

Da quel giorno di 19 anni fa però i genitori non hanno mai smesso di lottare. Il papà Pinuccio Fazio è diventato una delle voci di Libera e porta la sua testimonianza costantemente ai giovani nelle scuole com’è accaduto stamane nel plesso di Pizzuta.

Un commovente e toccante racconto, che ha visto i bambini parte attiva. Il benvenuto è stato dato con una coreografia sul brano “Non mi avete fatto niente” di Ermal Meta, poi “Pensieri e Poesie sulla legalità” scritti dai bambini e una
“Lettera al papà Pinuccio” intensa ed appassionata che ha commosso i presenti.

Tra di loro ad assistere ed a sostenere il dibattito il referente provinciale di Libera Antonio Tata .
Anna Dattoli, mamma di Gabriele De Tursi vittima di lupara bianca scomparso da Strongoli nel 2013.

Sempre presenti, visibilmente commossi, Giovanni e Francesca, i genitori di Dodö Gabriele.
Tutte le insegnanti e i bambini del Plesso Pizzuta insieme costruiscono fondamenta forti per dare un presente e futuro nella visione della legalità volgendo lo sguardo al passato in modo tale che non si ripetano più tali barbarie.