Crotone, al prigioniero Rocco Pugliese Medaglia d’Onore, nella Giornata della Memoria

Crotone, al prigioniero Rocco Pugliese Medaglia d’Onore, nella Giornata della Memoria


Crotone – Nella Giornata della Memoria, in cui si commemora per non dimenticare le tante vittime dell’Olocausto in cui persero la vita ebrei, omosessuali, testimoni di Geova, zingari, persone con handicap fisici e dissidenti politici, l’Istituto Barlacchi di Crotone ha aperto le sue porte con una cerimonia al signor Rocco Giuseppe Pugliese, in cui gli studenti dell’Istituto stesso e dei vicini Liceo Scientifico Filolao e Ragioneria hanno udito le parole del prigioniero militare durante la Seconda Guerra Mondale, nel campo di prigionia di Linz (Austria). È stato insignito della Medaglia d’Onore concessa dal Presidente della Repubblica, e gli è stata consegnata dal Prefetto di Crotone e dal sindaco di Roccabernarda (Nicola Bilotta) suo paese ove risiede.

La giornata, in ricordo delle vittime innocenti della ferocia nazista, è stata voluta dalla Prefettura di Crotone, dal Comune cittadino insieme al Commissario Prefettizio Tiziana Costantino, l’Ufficio Scolastico Provinciale e l’Associazione Nazionale Giovanni Palatucci. Protagonisti gli studenti, i cui suoni dell’Istituto Gian Vincenzo Gravina hanno allietato la mattinata con le musiche delle colonne sonore del film Schindler’s List di John Williams (regia di Steven Spielberg) e de La vita è bella, musicata da Nicola Piovani con alla regia Roberto Benigni.

«Ho fatto 18 anni di prigionia ai lavori forzati, mangiando foglie di barbabietole – ha raccontato il prigioniero Puglieseavevo una guardia avanti e una dietro, e avevo un capo che ci osservava e controllava tutta la giornata. Io sono stato prigioniero, voglio raccontare ciò che ho passato».

La palestra che ha ospitato la cerimonia è stata allestita dagli studenti con alcuni simboli della grande guerra del Novecento e in particolare con una divisa usata dalla mano nazista da far indossare ai prigionieri: «Il mio intervento è provocatorio – ha aggiunto il Prefetto Tiziana Tombesinon possiamo parlare più di queste commemorazioni e dimenticarcene il giorno dopo. Questa giornata servirà per affrontare tanti problemi, come il riconoscimento dei diritti degli altri, di ciò che significa convivenza civile e libertà. Questa giornata non deve rimanere una celebrazione a se stante ma affrontare uno scenario ben più ampio, studiando su come si è potuti arrivare a tante atrocità».

Danilo Ruberto


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