Crotone – Aumentare la vivibilità del centro storico? Si può fare…

Crotone – Aumentare la vivibilità del centro storico? Si può fare…

Crotone – Residenti, commercianti e ristoratori hanno tutti lo stesso obiettivo: rendere gli “stritti” e quindi il centro storico più bello ed accattivante, ora si deve solo farlo.

Queste vacanze di Natale, oltre ad un po’ di gioia e serenità, hanno portato anche alcuni interessanti spunti di riflessione sul possibile assetto di alcune parti della città, ed in modo particolare sul centro storico che, da anni, attende un vero e proprio piano di rilancio.

Il cambio di viabilità in piazza Pitagora, piazza Duomo senza macchine e la “diatriba” scoppiata tra residenti e proprietari dei locali, ha riportato il cuore della città nel dibattito cittadino.
Il Comune ha deciso di prorogare, presumibilmente in via definitiva, quello che durante le settimane natalizie è stato un esperimento. Tra pareri favorevoli e contrari l’intenzione è quella di offrire uno spazio pedonale nei pressi della Cattedrale e del centro storico.
Il divieto di sosta su piazza Duomo, va dalle ore 00:00 alle ore 24:00 di tutti i giorni, con decorrenza dal 9 gennaio 2023; il divieto di transito inizia lo stesso giorno fatta eccezione per gli autoveicoli dei residenti nel centro storico e per i mezzi dei fornitori a servizio delle attività commerciali presenti nel centro storico per i quali non sussiste altra via d’accesso, per i mezzi di soccorso e per i mezzi delle forze dell’ordine.

La decisione dell’amministrazione comunale apre una seria riflessione sul centro storico e soprattutto sulle auto che invadono il centro storico.

Vedere la “città antica” totalmente libera dalle auto è semplicemente un’utopia. Troppo spesso, infatti, ci si dimentica che il centro storico è un quartiere densamente popolato. Ci sono circa 3000 persone che abitano gli “stritti”, un nucleo di persone che non possono “subire” le scelte di altri ma che hanno diritto di esprimere la loro più di altri che il centro storico lo vivono solo per svago o peggio che non lo vivono e non lo conoscono affatto.

Parlando con alcuni residenti si comprende immediatamente che le idee per aumentare la vivibilità di questa parte importante della città ci sono.
Antonio, per esempio, propone di chiudere il centro storico con una ztl, svuotare gli “stritti” dalle auto, consentendo solo il carico e scarico, e sfruttando le arie più ampie per il parcheggio dei residenti. «In questo modo ci sarebbero molte meno auto e molto più ordine».

Il centro storico, quindi, aperto solo ai mezzi dei residenti, l’idea piace anche perchè alcune scelte appaiono troppo radicali.
Anche l’ultima: che senso ha tenere piazza Duomo senza macchina anche durante la notte? Quale passeggio c’è nelle ore notturne?
Uno storico abitante di questa zona proprone: «Chiudiamo piazza Duomo al parcheggio dalle 8 alle 20, ma poi la sera, quando anche la Cattedrale chiude i battenti, consentiamo ai residenti di utilizzare questo spazio per lasciare le proprie macchine, senza dover parcheggiare a 700 o 800 metri di distanza».
Sembra una proposta concreta su cui almeno vale la pena fare una riflessione, «peccato però – continua – che nessuno ci ha chiesto cosa ne pensiamo noi. Hanno preso le decisioni senza pensare di interpellare i residenti».

La mancanza di dialogo è risultata lampante proprio in queste vacanze, quando è scoppiata la diatriba tra i “locali” e i residenti. Il centro storico non può essere uno spizio, ma non può nemmeno diventare una discoteca a cielo aperto. Anche in questo caso i residenti lamentano una totale assenza di considerazione da parte di chi prende le decisioni.
Il dialogo, quindi, sembra la strada maestra per migliorare la città.
«Anche perchè – continua Antonio – noi che qui nel centro storico abbiamo investito, comprando e ristrutturando le nostre abitazioni, saremmo felici di un’azione di rivitalizzazione della zona, anche i nostri investimenti ci guadagnerebbero. Non siamo contro i locali o contro un rilancio del centro storico, ma dovremmo pensarlo insieme, costruirlo tutti insieme, noi i ristiroatori, i commercinati e la politica».

C’è da lavorare, allora. Le idee ci sono, la voglia pure, c’è anche la volontà amministrativa, manca soltanto la capacità di sedersi attorno ad un tavolo e ragionare tutti insieme.

Giatur