Crotone - Carla Cortese: “Così l’estetica sostiene le pazienti in chemioterapia”
All’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone l’estetica entra nel percorso terapeutico come supporto psicofisico per le pazienti in chemioterapia
Carla Cortese, direttrice dell’Unità operativa di Oncologia dell’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone, ha aperto le porte del Day Hospital a un’iniziativa capace di unire cura e benessere: “La bellezza che cura” (QUI il servizio). Lunedì 13 aprile, negli ambulatori oncologici, l’estetica è diventata parte integrante del percorso terapeutico, trasformando per un pomeriggio gli spazi ospedalieri in piccoli centri dedicati alla persona.
“Abbiamo creato nei nostri ambulatori dei mini centri estetici. In collaborazione con Becos, Marilù Greco e Lulù, che sono centri estetici, loro sono venuti, hanno portato materiale e hanno fatto trattamenti di bellezza per le pazienti che hanno aderito”, ha spiegato Cortese raccontando l’origine dell’iniziativa.
Un progetto pensato esclusivamente per le pazienti oncologiche, che ha coinvolto circa trenta donne, accompagnate in un percorso fatto di cura del viso, delle unghie e piccoli massaggi, ma soprattutto di ascolto e condivisione. “Hanno dato consigli per trattamenti di bellezza in corso di chemioterapia, perché l’aspetto psicologico di questi pazienti è fondamentale”, ha sottolineato.
Nel Day Hospital si è respirata un’atmosfera diversa dal solito: musica, sorrisi e leggerezza hanno preso il posto, anche solo per qualche ora, della routine clinica. “Si è perso proprio il luogo di ospedale, è diventato un mini centro estetico. Le pazienti erano tutte contente, passavano da un ambulatorio all’altro per fare i trattamenti. Le ho viste davvero felici”, ha aggiunto.
Per la direttrice, il valore dell’iniziativa va ben oltre il gesto estetico. “Sentirsi bene con il proprio corpo, avere cura di sé, è fondamentale nell’approccio alla malattia. Gli studi sulla qualità della vita del malato oncologico non valutano solo la risposta ai trattamenti, ma anche come la paziente affronta il percorso”.
Da qui l’importanza di un approccio sempre più ampio e integrato: “Oggi si parla di un aspetto olistico della cura, che include percorsi che vanno oltre la chemioterapia e l’aspetto farmacologico. La cura estetica diventa un momento di cura al pari dei trattamenti”.
L’esperimento ha dato risposte positive e potrebbe essere riproposto. “Ho voluto vedere come rispondevano le pazienti e devo dire che è stata una bellissima esperienza. Ora vediamo come proseguire”, ha concluso Cortese.
Un pomeriggio diverso, dunque, che ha dimostrato come anche un gesto semplice possa restituire forza, dignità e sorriso a chi affronta una delle sfide più difficili della vita.
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