Crotone - Centri estivi e inclusione: il costo del sostegno pesa sulle famiglie
La lettera di una docente specializzata sul sostegno: «Il diritto all'inclusione e alle pari opportunità non può interrompersi con la chiusura della scuola»
Crotone - Con la fine dell'anno scolastico e l'inizio dell'estate, per molte famiglie si apre il problema dell'organizzazione con bambini e ragazzi durante i mesi di chiusura delle scuole. Una questione che, a Crotone, assume contorni ancora più delicati quando riguarda minori con abilità diversa o bisogni educativi speciali. A sollevare il tema è Luana Violi, docente specializzata sul sostegno, tecnico ABA ed educatrice specializzata per bambini e bambine con bisogni speciali, che attraverso una lettera inviata alla nostra redazione, invita le istituzioni cittadine a riflettere sulle difficoltà che numerose famiglie si trovano ad affrontare ogni estate. In città non mancano i centri estivi che offrono attività educative, ricreative e di socializzazione. Tuttavia, nella maggior parte dei casi si tratta di servizi a pagamento, già di per sé impegnativi dal punto di vista economico. Per le famiglie di bambini e ragazzi neurodivergenti o con disabilità, però, la situazione può diventare ancora più onerosa. Spesso, infatti, oltre alla quota di iscrizione al centro estivo, è necessario sostenere anche il costo di un educatore specializzato che possa garantire il supporto necessario durante le attività. Una doppia spesa che rischia di limitare la partecipazione e l'accesso a esperienze fondamentali di crescita e socializzazione.
Il diritto all'inclusione e alle pari opportunità non può interrompersi con la chiusura delle scuole
«L'estate non dovrebbe trasformarsi in un periodo di esclusione sociale per chi durante l'anno scolastico beneficia di percorsi educativi e di sostegno adeguati», sottolinea Violi, evidenziando come il diritto all'inclusione e alle pari opportunità non possa interrompersi con la chiusura delle scuole. La questione riguarda non soltanto l'organizzazione delle famiglie, ma anche il diritto dei minori a vivere esperienze condivise con i propri coetanei, sviluppando autonomia, relazioni e competenze sociali in contesti inclusivi.
Da qui l'appello rivolto al Comune di Crotone affinché vengano programmati interventi concreti per garantire la presenza di figure educative qualificate nei centri estivi e assicurare il cosiddetto "accomodamento ragionevole", senza che l'intero costo ricada sulle famiglie. «L'inclusione non può essere un privilegio riservato a chi può permettersela economicamente», osserva la docente, chiedendo una responsabilità condivisa tra istituzioni, associazioni e comunità. Un tema che apre una riflessione più ampia sulle politiche di inclusione nel territorio e sulla necessità di costruire servizi realmente accessibili a tutti. Perché, come ricorda la stessa Violi, «i diritti non vanno in vacanza» e nessun bambino o ragazzo dovrebbe essere lasciato indietro durante il periodo estivo.
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