Crotone, c’era una volta Bastione Toledo

Crotone, c’era una volta Bastione Toledo

Crotone – Un polo culturale in pieno centro città. Questo doveva essere, e questo è stato, purtroppo solo per un breve periodo, Bastione Toledo. L’edificio che affaccia su piazza Immacolata è stato la casa dell’arte. Tra le sue mura si sono susseguite esposizioni ed eventi. Iniziative che lo hanno trasformato in punto di riferimento per il mondo culturale tanto da essere oggetto di interessanti interventi. Nel 2009 è stato anche al centro di un progetto di recupero, riqualificazione e valorizzazione non indifferente. 250.000, le risorse del programma “PIC URBAN 2 Crotone” investite per realizzare un luogo che poteva davvero diventare centro dell’arte e della cultura.

Due gli stralci funzionali presentati con tanto di conferenza stampa dall’amministrazione di allora che aveva ben capito le potenzialità della struttura: il primo stralcio atto a realizzare il restauro architettonico della struttura e la rimodulazione funzionale delle due sale del Toledo e il secondo dedicato al completamento dei sistemi tecnologici, alle opere di completamento e alla realizzazione delle forniture di arredo previste nella bozza preliminare del progetto generale. E la struttura per un periodo ha funzionato.


Oltre ad una collezione di quadri d’arte moderna, ha ospitato manifestazioni teatrali e anche convegni. All’interno infatti gli spazi hanno addirittura consentito la realizzazione di una sorta di anfiteatro al chiuso con un piccolo ma versatile palcoscenico e una platea con circa 140 posti a sedere. I locali sono stati anche utilizzati per assemblee e congressi. Ma le porte della struttura sono chiuse ormai da dieci anni, da quando il Comune ha dovuto inibire l’accesso al pubblico per un contenzioso ancora non risolto.

A pagarne le spese sono ancora una volta i cittadini. Bastione Toledo non è una incompiuta, ma un progetto realizzato e poi accantonato nonostante gli annunci delle amministrazioni che si sono susseguite. Sarà difficile recuperare gli spazi dopo anni di abbandono, lo sa bene anche l’Assessore alla Cultura Rachele Via che ha auspicato in una celere risoluzione del contenzioso per avviare un progetto e riconsegnare questo luogo alla cittadinanza. La città ha infatti perso uno spazio culturale, uno spazio nel centro storico, un luogo di espressione e confronto, una struttura che poteva diventare, come successo per il Museo di Pitagora, un luogo aperto verso la città, una piccola “agorà” al chiuso in cui i cittadini potevano respirare arte e non solo.

Articolo uscito sul CrotoneOk cartaceo numero 5