Crotone ci rimette la faccia: «I rifiuti tossici sono sotto le nostre case»

Crotone ci rimette la faccia: «I rifiuti tossici sono sotto le nostre case»

Crotone – Una cravatta nera scendeva sul collo ricordando Nadia Toffa, la giornalista televisiva del programma Le Iene, Italia Uno, che effettuò un servizio a Crotone sull’inquinamento ambientale. Crotone così come altre città italiane.

Oggi Nadia Toffa non c’è più, ma rimane la lotta di Crotone ci mette la faccia, un movimento libero che ci ha rimesso la faccia anche quest’anno, sul lungomare cittadino, ricordando con delle fiaccole le tante persone che sono volate in cielo a  causa dell’insorgenza delle malattie tumorali. Così come sono volate in cielo due lanterne, dalla spiaggia di viale Gramsci. «Ci siamo dimenticati delle patologie che non dobbiamo sottovalutare – ha dichiarato ai presenti Tina De Raffaele, promotrice del movimento  – il rischio di perdere la vita è alto, ecco perchè abbiamo deciso di rimetterci la faccia, con l’invito alla prevenzione, di rinunciare a qualcosa per una visita in più».

Inoltre, nella serata, è stato ricordato Ferruccio Carcea, un ragazzo di Crotone che ha dovuto fare i conti con la vita a causa del cancro. «Per la prima volta – ha aggiunta Tina c’è un’istituzione qui presente. E si tratta del vice sindaco Parise, alla quale voglio dire che si passi da ciò che è stato detto negli anni alla cooperazione, uniti tutti verso un unico scopo, perchè i rifiuti tossici non sono solamente nei siti industriali, ma sotto le nostre case. Lo sappiamo tutti. Dobbiamo andare a vedere quali sono queste case, perchè troppi giovani stanno morendo di tumore. Siamo arrivati ad un punto in questa città in cui non si sa se moriremo di fame o di tumore. Intanto evitiamo i tumori, perchè non ci possiamo curarci, vuoi per le strutture e per il fatto che non abbiamo i soldi per farlo».

Con le fiaccole accese, il canto di alcune persone della parrocchia Maria Madre della Chiesa ha accompagnato il momento presso il Cimitero Cittadino dove, su un pannello bianco, ognuno ha scritto tramite dei post-it i nomi dei propri cari strappati alla vita a causa di questo “maledetto cancro“.