Crotone – Commissariato il Comune sulle Politiche Sociali

Crotone – Commissariato il Comune sulle Politiche Sociali

Crotone – Non è un esordio esaltante quello del sindaco Voce alla guida della città. Dopo meno di due mesi dall’inizio del mandato del nuovo primo cittadino, il settore delle Politiche Sociali del Comune e quindi di tutto il “distretto socio sanitario”, che comprende altri sei comuni oltre il capoluogo (Belvedere Spinello, Cutro, Isola Capo Rizzuto, Rocca di Neto, San Mauro Marchesato e Scandale), viene commissariato dalla Regione Calabria.

In questi mesi di “pandemia” con la Calabria zona rossa ed un disagio sociale in forte crescita, l’amministrazione comunale perde il controllo di uno dei settori più strategici del Comune: la politiche sociali, e quindi, di tutto il supporto che si deve dare alle fasce più deboli. Situazione aggravata dall’alluvione di questi giorni che aumenterà la sofferenza sociale sul territorio e quindi la necessità da parte delle amministrazioni comunali di dare risposte su questo versante.


La gestione dei servizi sociali, infatti, rientra tra i servizi pubblici essenziali di una comunità e i cittadini hanno il diritto di usufruire dei servizi con particolare riferimento alle fasce deboli.

Con deliberazione di Giunta regionale, n. 375 dello scorso 16 novembre, pubblicata sulla gazzetta ufficiale giovedì 19, la Regione ha, infatti, nominato il dottor Renato Gaspari quale commissario ad acta in sostituzione del comune capo fila dell’ambito di Crotone.

Il Comune non ha agito nel ambito dei servizi sociali per dare seguito al regolamento regionale 22 del 25 novembre 2019 in cui si mira a stabilire criteri e modalità per l’autorizzazione, l’accreditamento e la vigilanza delle strutture e dei servizi sociali a gestione pubblica e privata, al fine di programmare, favorire e supportare i processi fondamentali che stanno alla base del sistema integrato di interventi e servizi sociali nel territorio regionale e alla relativa pianificazione da parte degli enti di cui all’art. 17 della predetta legge regionale n. 23/2003 , con lo scopo di garantire carattere universalistico del sistema integrato dei servizi sociali.

I Comuni, in forma singola o associata, sono titolari delle funzioni amministrative concernenti gli interventi sociali svolti a livello locale e concorrono alla programmazione regionale. Tali funzioni sono esercitate adottando sul piano territoriale gli assetti più funzionali alla gestione, alla spesa e al rapporto con i cittadini.

La mancata applicazione di questo regolamento, quindi, comporta una paralisi nell’erogazione dei servizi di assistenza.

In realtà le responsabilità devono essere distribuite tra l’amministrazione Voce e la gestione del commissario Costantino, gestione che, per quanto riguarda le politiche sociali, ha trovato continuità nello stato di inerzia amministrativa, tanto da portare la Regione a esercitare poteri sostitutivi previsti dall’articolo 136 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, nei casi di omissione o ritardo di atti obbligatori da parte degli Enti locali provvedendo a nominare un Commissario munito dei poteri sostitutivi.

Ma come si è giunti a questo punto?

Con il comune di Crotone, da parte del Dipartimento Tutela della Salute della Regione, si sono svolti vari incontri al fine di supportare l’ente nella applicazione della riforma del welfare di cui alla DGR 503/2019, oltre a diverse comunicazioni e circolari di chiarimento in merito ai vari quesiti posti sull’applicazione della riforma.

Il dettaglio dei rapporti tra i due enti è presente nel corpo della delibera e spiega precisamente lo stato di inerzia amministrativa del Comune di Crotone, nonostante i numerosi solleciti da parte della Regione Calabria.

Il 3 settembre, il Settore 13 “Programmazione erogazione dei livelli essenziali di assistenza sociale – Servizi Sociali e Socio Sanitari – Economia Sociale e Volontariato” del Dipartimento Tutela della Salute e Servizi Sociali e Socio Sanitari ha chiesto notizie urgenti in merito allo stato di attuazione delle disposizioni di cui alla citata D.G.R. 503/2019

Con pec del 15 settembre, il Dirigente del Settore VI Politiche Sociali del Comune di Crotone ha espressamente dichiarato che in merito alle procedure di accreditamento provvisorio, di stipula di atti/convenzioni/accordi con le strutture soci assistenziali di competenza e di erogazione delle rette, previste dall’art. 30 del reg. regionale 22/2019, non aveva adottato alcun provvedimento.

Il 16 ottobre, è stato avviato il procedimento di attivazione dei poteri sostitutivi nei confronti dell’ambito territoriale sociale di Crotone e al Comune capofila è stato intimato di ottemperare, entro il termine di giorni 15, a quanto previsto all’art. 30 del reg. 22/2019 e a darne immediata comunicazione al Dipartimento Tutela della Salute/Settore Politiche Sociali.

Il 5 novembre, il Dirigente del Settore VI Politiche Sociali del Comune di Crotone, ha nuovamente precisato che l’Ente non ha proceduto ad erogare alcuna retta a favore delle strutture socio assistenziali dell’ambito che hanno richiesto l’accreditamento provvisorio, né ha stipulato con le stesse Convenzioni o Accordi.

Lo stallo amministrativo generatosi nell’ambito sociale di Crotone non ha consentito sino ad oggi l’attivazione delle procedure di cui all’art 30 del sopracitato regolamento incidendo irreparabilmente sulla realizzazione degli interventi e dei servizi sociali.

Il mandato commissariale durerà sessanta giorni a decorrere dalla notifica del decreto presidenziale di conferimento dell’incarico, salvo un periodo di proroga non superiore a 45 giorni su richiesta motivata del commissario.