Crotone, continua lo sciopero degli ex dipendenti Abramo CC: si chiede di rivedere il bando

Crotone, continua lo sciopero degli ex dipendenti Abramo CC: si chiede di rivedere il bando


Crotone – A Crotone e a Roma oggi, nella mattina di giovedì 24 settembre 2020, i lavoratori Abramo del servizio Roma Capitale hanno manifestato per la situazione lavorativa: non si possono subire riduzioni,  causati dalla applicazione di un Ccnl diverso da quello delle Telecomunicazioni. Sono 107 a Crotone e 33 a Roma, quindi in 140 manifestano sotto il Comune cittadino di Piazza della Resistenza, mentre a Roma si trovano presso il Ministero del Lavoro:  si richiede un’interlocuzione presso il Ministero del Lavoro, tavolo che ancora non è stato convocato. I sindacati chiederanno di rivedere il bando con il quale è assegnato il servizio; il bando attuale, insomma, è peggiorativo della condizione dei lavoratori attuale.

«Continua lo sciopero in diverse sedi, perchè si vuole dare la massima amplificazione a un problema che sta provocando lo Stato e il Governo – ci ha detto Fabio Tomaino segretario provinciale Uil si tratta di un mancato rispetto di norme pubbliche che non sono state inserite in un bando pubblico gestito da una società pubblica. A Roma un gruppo di lavoratori chiede un tavolo, poichè il trasgressore delle norme è proprio il Ministero del Lavoro, ed è lui che deve rivedere il bando e le norme. Il futuro delle famiglie deve essere quello di un lavoro che rispetti la loro dignità e le loro condizioni economiche. Il nuovo Consorzio ha vinto un bando di gara a ribasso, perchè nel bando stesso non sono contenute le tabelle ministeriali che prevedono il costo medio del lavoro, ha partecipato a un bando che lo ha legittimato con determinate tariffe. Si tratta di ripristinare un sistema di legalità nel bando stesso.  Il Ministero del Lavoro è proprietario della Consip, Consip che mette a bando la commessa,  e deve fare un bando dove le norme di clausole sociali approvate anche dal Ministero stesso vengano specificate all’interno del bando, cosicché partecipi un committente che compatibilmente con le tariffe ministeriali riesca a mantenere la produttività del lavoro».

«Ci sono accordi tra le due società senza prendere le nostre considerazioni – ha aggiunto Lucrezia Astorino –  non accettiamo che un nostro contratto di Telecomunicazione venga modificato ad un contratto di cooperative sociali. Noi lavoriamo per un servizio pubblico di Roma Capitale, ognuno di noi in azienda ha venti anni di lavoro. Ripartire con loro significherebbe ripartire da zero e cambiare la nostra vita».


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