Crotone, Corrado: Emergenza rifiuti Crotone: cercasi “Rivoluzione Santelli” in modo contingibile ed urgente

Crotone, Corrado: Emergenza rifiuti Crotone: cercasi “Rivoluzione Santelli” in modo contingibile ed urgente

Crotone, riceviamo e pubblichiamo – Emergenza rifiuti Crotone: cercasi “Rivoluzione Santelli” in modo contingibile ed urgente.

Si è esaurito il 31 agosto scorso l’effetto dell’ordinanza contingibile e urgente n. 1259, del 31.7.2020, con cui la commissaria prefettizia del comune di Crotone, dott.ssa Costantino, in considerazione del fatto che “alla data del 30 luglio 2020 non risulta essere stato adottato dalla Regione Calabria alcun altro provvedimento in materia, ragion per cui si riacutizza il fenomeno dei cumuli di rifiuti nelle strade e nei luoghi pubblici e privati della Città di Crotone”, ordinava alla società Sovreco S.p.A. di provvedere dal primo al 31 agosto allo svolgimento del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel proprio impianto di località Columbra di Crotone.

Nei prossimi giorni, pertanto, come già comunicato da Akrea, in città si prospetta l’ennesima emergenza rifiuti, come da copione sperimentato più volte sulla pelle dei cittadini, una emergenza apparecchiata ad arte che vedrà a breve le strade disseminate di cumuli di spazzatura.
La reazione a catena prevede che, essendo la discarica di Sovreco non più autorizzata ad accogliere i rifiuti trattati dall’impianto di Ponticelli, questo non accetterà più i rifiuti conferitigli dalla Akrea, che a sua volta non potrà provvedere alla loro raccolta per le strade, con le conseguenze che tutti possono immaginare. Una emergenza ciclica, alla quale i Crotonesi sono ormai tristemente abituati a cadenza mensile o bimestrale (in base ai termini del contratto della discarica di Columbra), fino a quando sia emanata l’ennesima ordinanza contingibile e urgente che chiuderà nuovamente il cerchio fino alla prossima scadenza.
La presidente della Regione, on. Santelli, sembrava essere partita bene con i suoi altisonanti proclami che rimarcavano la volontà di cambiare rotta rispetto alla dissennata gestione rifiuti dell’ultimo ventennio, caratterizzata da un sistema inefficiente, emergenze cicliche ed enorme spreco di risorse pubbliche. L’imperativo dichiarato era di avviare una rivoluzione verso un sistema sostenibile per i territori, basato su una minore produzione di rifiuti, sull’aumento del riciclo di quelli urbani e di imballaggio, per disincentivare il ricorso alla discarica e all’incenerimento.
La stessa incisività, purtroppo, è mancata nell’attuazione di quei buoni propositi e il suo operato si è mostrato in perfetta linea con quello delle precedenti amministrazioni regionali: si sono susseguite ordinanze su ordinanze contingibili e urgenti che da un lato sollecitavano i vari Ato a dotarsi di proprie discariche pubbliche di servizio e di propri impianti di trattamento, per poi prendere atto, nelle ordinanze successive, dell’inadempienza delle Comunità d’Ambito nella predisposizione dei rispettivi Piani d’Ambito e nell’attuazione degli interventi previsti nel Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti.

In relazione a Crotone, la stessa presidente Santelli, dopo aver dichiarato concluso il ruolo pubblico di Columbra con l’ordinanza n. 54 del 20.05.2020, ha sollecitato indirettamente la commissaria Costantino a servirsene, tramite la nota del 08.07.2020 in cui il capo del Dipartimento Ambiente, ing. Domenico Pallaria, la informava della disponibilità del volume di 10.000 mc e la invitava “ad assumere le conseguenti determinazioni nell’ambito della propria autonomia gestionale ed organizzativa”: da qui le ordinanze del Commissario Straordinario n. 1243 del 10 luglio e n. 1259 del 31 luglio.

Questa mistione di incapacità e mancanza di volontà politica a più livelli amministrativi (Regione, Comuni che compongono i vari Ato), ha impedito e continua a impedire il perseguimento di ambiziosi obiettivi dichiarati quali “economia circolare” e “discariche zero”. Al contrario crea normali e costanti “emergenze”, lasciandone poi la soluzione a privati che, in regime di monopolio, salvaguardano i propri interessi economici anche a scapito di quelli collettivi quali decoro urbano, igiene e salute pubblica.
Se il Presidente di Regione, consapevole della situazione “rifiuti” calabrese, arriva ad affermare che nel settore è necessaria una Rivoluzione, ma poi tutto resta immutato, occorre che quella stessa Rivoluzione (che intanto non ha perso la sua cogenza) provenga da altre direzioni: una sollevazione generale di coscienze che porti cittadini, associazioni, enti ecclesiastici e organismi politici a pretendere a gran voce, da chi di dovere, la fine di questo meccanismo infernale e l’avvio dei processi virtuosi fin qui solo vanamente individuati e proclamati.