Crotone, Crugliano firma il remake di XIII: «Sogni di poter realizzare qualcosa nella mia terra»

Crotone, Crugliano firma il remake di XIII: «Sogni di poter realizzare qualcosa nella mia terra»

Nei giorni scorsi è arrivato l’annuncio da parte di IGN.com, il più grande portale di Videogiochi al mondo, con la presentazione in anteprima ed in esclusiva il trailer di gioco di XIII. Abbiamo deciso di approfondire il lavoro che si cela dietro a questa nuova opera nata dal genio di Giuseppe Crugliano, talento crotonese, che ha lavorato a questa nuova opera attraverso la sua società, la PlayMagic con sede a Malta, Ucraina (Kiev) e prossimamente presente in una regione Asiatica dove saranno creati due nuovi uffici in due diverse città.

Come nasce questa passione per i videogiochi e in generale per il mondo videoludico?

«La mia passione per i videogiochi nasce praticamente nel luogo in cui sono nato circa 44 anni fa, esattamente in Via XXV Aprile, in un appartamento al secondo piano proprio sopra il mitico Bar Gerace che al tempo aveva al suo interno la più grande sala giochi della città con tantissimi Coin-op e flipper, un vero paradiso fatto di luci e suoni provenienti da quei videogiochi di primissima generazione, titoli seminali che hanno iniziato la rivoluzione che ha portato ad avere oggi giochi 3D cosi sofisticati e quasi indistinguibili dalla realtà. Iniziai a giocare ai primi arcade ma su una sedia di plastica con l’aiuto di mio fratello Elio poiché ero cosi piccolo che non arrivavo a vedere lo schermo e manovrare un joystick. La mia innata curiosita mi spinse a voler capire come si potessero creare tali meraviglie digitali mentre il mio spirito creativo decise che quello era il modo in cui voleva e poteva esprimersi. Passai per intere generazioni di computer e console, giocando con un Atari 2600 e poi iniziando a programmare precocemente a circa 8 anni su uno ZX Spectrum 48K+ (rotto in testa da mio Padre) poi sul C64, Amiga 500 (comprato a rate da mia madre) dove iniziai non solo a programmare in C e in Assembler (i linguaggi professionali) ma a dilettarmi con grafica PixelArt su DeluxePaint e Musica con i Trackers Mod. Il resto e storia professionale, 24 anni dedicato alla progettazione, produzione e business dei giochi per Computer e Console».

Qual è stata la più grande soddisfazione ricevuta in ambito lavorativo?

«Prima di iniziare la mia carriera imprenditoriale ho avuto esperienze professionali in un paio di aziende di videogames e di softrware una delle quali nacque a Crotone grazie a dei grossi (e sprecati come al solito) finanziamenti a fondo perduto. Il mio capo di allora durante un feroce e ultimo scontro professionale derise la mia ambizione dicendomi: “Si… voglio proprio vedere te fare un videogioco per Ubisoft..”. Bene la versione originale di XIII fu proprio realizzata e pubblicata da Ubisoft. Il tempo e gentiluomo ed insegna ad essere umili anche con l’ultimo arrivato proprio come lo ero io all’epoca di questo simpatico aneddoto».

Lei è crotonese, ha mai pensato un giorno di ritornare nella sua città e investire su Crotone?

«Da Crotonese, amante appassionato della propria citta d’origine, non posso evitare di sognare di poter realizzare qualcosa anche nella mia terra natale. Non sarebbe comunque la prima volta vista che prima di trasferirmi all’estero a Crotone ho fondato e gestito per 10 anni la prima, unica ed ultima socieà di sviluppo di videogames in Calabria chiamata Twelve Interactive, dove realizzammo, tra i primi in Italia, giochi per Nintendo Wii, Sony PSP, PS2, DS e altre piattaforme rilevanti dell’epoca. Forse oggi a Crotone fonderei un accademia per formare i ragazzi nello sviluppo di Produzione, Programmazione, Grafica, Animazione, Business Management di videogames. Si, partirei proprio dalla formazione professionale, fatta per formare i ragazzi e inserirli alla fine del percorso didattico nel mondo del lavoro del settore digitale e videoludico Internazionale».

 A breve verrà rilasciato il nuovo XIII, quali difficoltà sono state riscontrare durante la lavorazione?

«XIII e un classico, uno di quei titoli seminali in cui la responsabilità di dover realizzare un remake moderno si sente forte. Ci siamo chiesti quale fosse il giusto approccio: farne un semplice remaster migliorando il codice e la grafica originale? Fare un Remake completo e più moderno adatto al nuovo pubblico di gamers? Abbiamo optato per la seconda scelta perchè vogliamo che il gioco piaccia anche a quella generazione di gamers che non ha mai conosciuto e giocato la versione realizzata da UBISOFT nel 2003 su PS2,PC e GameCube».

Ritornando all’attualità, la pandemia da coronavirus ha influenzato il vostro lavoro e in generale il mondo dei videogame?

«No, assolutamente. Essendo parte di un settore altamente innovativo e tencologico, tutti gli strumenti e le procedure di tele-lavoro (Smart Working) sono da anni il nostro pane quotidiano. In sole 48 Ore abbiamo rilocato tutti e 45 dipendenti nelle loro abitazioni connettendoli tramite VPN ai nostri server. Abbiamo assunto negli ultimi tre mesi mentre altri settori purtroppo hanno dovuto licenziare. E una dimostrazione che il settore tecnologico puo e deve essere un volano di sviluppo sostenibile, fonte di posti di lavoro, formazione e opportunita di business internazionale. Se pensate che Malta, una piccola Isola in mezzo al mediterraneo c’e l’ha fatta, non vedo perche piccole citta e provincie come Crotone non possano avere un ruolo chiave nello sviluppo del futuro nazionale ed europeo».

Che idea si è fatto della sua terra vedendola da lontano? Su cosa si dovrebbe puntare per un pronto rilancio del territorio?

«Crotone e purtroppo rimasta congelata nel tempo con nessun soggetto visionario (e pragmatico, i sogni impossibili li lascio agli improvvisati), qualcuno davvero competente, con comprovata esperienza, capace di analizzare e capire quali sono le sfide da accettare e le carte da giocare per poter almeno provare a tornare ai fasti di quella citta industriale degli anni 60 e 70 ma non realizzando aziende e industrie manifatturiere che magari inquinano come succede a Taranto ma realizzando piani e incentivi e opportunita alle nuove “fabriche” del futuro cioe quelle che operano nel campo del digitale: produzione di Software e App, Blockchain, Intelligenza Artificiale e servizi propedeutici a questi settori (e naturalmente affiancarne la formazione professionale). Credo che l’unica via per poter realizzare un progetto del genere sarebbe quello di progettare, proporre e realizzare una Zona Franca Urbana (non come quella realizzata in passato inutile ed inefficace), specifica ai settori tecnologici (Intelligenza Artificiale, BlockChain, Big Data, giochi digitali, computer grafica, GIS, etc.), farmaceutici (ricerca e sviluppo per esempio sul genoma umano), ricerca in settori aerospaziali, della difesa. Insomma tutto cio che e innovativo. Apple, Google e tante altre aziende sono in Irlanda per via degli schemi fiscali speciali, lo stesso dicasi a Malta (con lo schema del tax rebate). Immaginiamo una zona speciale dove le aziende possono venire a metter su laboratori di ricerca e sviluppo, produzione, innovazioni tecnologiche in una terra bellissima dove possono beneficiare all interno di questo “perimetro” di defiscalizzazione (10 anni tax free in cambio di formazione, assunzioni, royalties sui brevetti, fondi di investimento o contributi diretti al territorio un po come le royalties di ENI). Se la politica potesse ascoltare gli imprenditori e affiancarsi ad un gruppo di tecnici (non tecnocrati o accademici) e mettere su una proposta seria e credibile, sono sicuro che qualche chance di poter vedere un giorno realizzarsi un sogno del genere potremmo averla. Siamo partners di Sony, Microsoft, Nintendo, Apple, Google, Epic, Nvidia, AMD solo per citarne alcuni, il network non manca per poter avviare certe discussioni e sono sicuro che altri imprenditori non avrebbero che piacere nel provare a fare interloquire questi soggetti con la nostra politica su un progetto del genere».