Crotone, dalle parole di don Ezio il racconto di una diversa città

Crotone, dalle parole di don Ezio il racconto di una diversa città

Crotone – “Mi chiamano Don E“: quando arrivò il giovane Pancrazio Limina a Crotone, all’epoca docente, parlava perfettamente il dialetto della sua Messina. Negli anni ’70 nella nostra e sua città,  maturò la vocazione al sacerdozio sotto l’egida di Monsignor Giuseppe Agostino, e poi il 25 aprile del 1981 la consacrazione nella Basilica Cattedrale  che poi, dopo l’esperienza a Santa Rita, guidò fino a qualche anno fa.

Negli stretti di Crotone, allora giovanissimo, una donna aprì le porte di casa e lo invitò a pranzo, mettendo a disposizione la sua tavola. E da lì, quel gesto, “il cuore grande dei crotonesi” come lo ha definito questa sera presso la sala consiliare del Comune di Crotone, ha accompagnato la sua vita, tra il servizio della Mensa dei Poveri Padre Pio da Pietrelcina, voluta dal presule Agostino, e l’ascolto della gente di questa città.

E l’affetto è stato dimostrato proprio questa sera, nel palazzo del Comune cittadino, quando alla cerimonia di conferimento della menzione speciale a don Ezio Limina, il prete dei crotonesi, c’erano i suoi amici, le persone a lui più care, e proprio i volti delle persone che ogni giorno, da anni, offrono un pasto caldo nel centro storico di Crotone per le persone più bisognose.

La Chiesa di don Ezio, ha ricordato, è la chiesa del grembiule: “Sono qui insieme al mio vescovo Angelo Panzetta – ha dichiarato il sacerdote, attualmente moderatore della Chiesa Maria Santissima del Rosario – e penso alle sue radici, alla Puglia, e al Vescovo don Tonino Bello, di Alessano il provincia di Lecce, che parlava della chiesa della stola e del grembiule. E non posso che ringraziare le persone che da anni offrono il loro servizio presso la Mensa dei Poveri”.

Alla cerimonia c’erano inoltre la Giunta Comunale, il presidente del Consiglio Greco, il Questore Gambino e il presule di Crotone Panzetta: “A me piace camminare per le strade di questa città – ha affermato  – si sente la crotonesità, che è l’accoglienza. Già il primo giorno che sono venuto a Crotone avvertivo questo, e la mattina successiva alla mia prima notte qui, mi sentivo a casa”.

Poi, rivolgendosi al sacerdote che ha compiuto quaranta anni di sacerdozio, ha detto: “La città accogliente ha fatto lievitare la tua dote di relazione. Nel tuo ministero si sono incrociate la tua passione, la relazione, la città che ha nel suo genoma la capacità di accogliere“.

Poi le lacrime del Sindaco nel ricordare sua nonna, molto legata al sacerdote, e che raccontava a “Vincenzo” le messe di don Limina: “Don Ezio ha contribuito notevolmente a promuovere nella comunità di Crotone i valori fondamentali della convivenza civile, della solidarietà, dell’integrazione, del dialogo e del rispetto dell’altro” ha concluso  il sindaco Vincenzo Voce.

Danilo Ruberto