Crotone - Digitalizzazione Konecta, allarme su cassa e scadenze di maggio
Quasi 700 lavoratori coinvolti, timori per la cassa integrazione e per gli ex lap Abramo: sindacato chiede chiarezza e tutele immediate
Si riaccende la tensione attorno al servizio di digitalizzazione a Crotone. Questa mattina, nell’Aula Consiliare del Comune di Crotone, si è svolta un’assemblea pubblica dei lavoratori Konecta convocata dopo il confronto con il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. Un incontro ritenuto necessario alla luce delle azioni che l’azienda starebbe avviando e che, secondo quanto denunciato, prospetterebbero il ricorso ad ammortizzatori sociali.
Durante l’assemblea pubblica dei lavoratori, voluta da Confial, il quadro emerso intreccia organizzazione del servizio, possibile ricorso alla cassa integrazione, futuro del progetto e scadenze contrattuali ormai imminenti.
Al centro dell’intervento di Fabio Tomaino, segretario provinciale Confial, una ricostruzione che parte da lontano: “Noi abbiamo denunciato dal primo momento le criticità oggettive che c’erano, ormai diventate strutturali, di natura organizzativa ma anche commerciale. Quest’azienda non ha dimostrato la capacità di organizzare il servizio con una procedura, ha fatto aperture e chiusure a singhiozzo con ferie forzate e non è stata neanche in grado di mettersi sul mercato per promuovere un prodotto che doveva diventare un hub logistico addirittura a livello nazionale”.
Il passaggio alla fase attuale è diretto. Secondo quanto riferito in assemblea, Konecta avrebbe prospettato il ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti impegnati nella digitalizzazione. Un’ipotesi che si inserisce in un contesto già fragile. “Se oggi c’è una crisi non è per un esubero di personale, è una crisi per responsabilità direttamente aziendali. I lavoratori non devono essere strumentalizzati, non devono essere utilizzati come leva o come alibi per nascondere responsabilità che non sono le loro”, ha scandito Tomaino.
I numeri sono significativi: “Sono interessati quasi 700 lavoratori. Tra questi ci sono gli ex lavoratori a progetto con contratto in scadenza a maggio. Quegli 80 lavoratori sono un anello importante della catena produttiva e vanno considerati a tutti gli effetti”. Proprio la scadenza di maggio per i lap ex Abramo rappresenta uno dei nodi più urgenti. “I due problemi che emergono sono il futuro dell’intero progetto della digitalizzazione e la prima scadenza dei contratti a maggio che riguarda gli ex lap Abramo”, ha chiarito.
Sulla stessa linea Gianni Angotti, RSA Confial Telecomunicazioni, che ha chiesto chiarezza sulle scelte aziendali: “Sta succedendo che Konecta sembra abbia chiesto cassa integrazione per i dipendenti che stanno lavorando alla digitalizzazione. Noi vogliamo sapere cosa sta succedendo. Se sono scelte aziendali o politiche, lo vogliamo sapere prima e non trovarci a fatto compiuto”.
Dal fronte dei lavoratori è intervenuta anche Roberta Nicoletta, che rientra proprio tra gli ex lap con contratto in scadenza: “Sembra un tuffo nuovamente nel passato. Io ho scadenza a maggio perché faccio parte dell’ultimo gruppo, i famosi lap ex Abramo. Ora vogliamo un confronto diretto e capire del nostro futuro e di cosa ne sarà”.
Nel suo intervento Tomaino ha inoltre richiamato il tema delle risorse pubbliche: “In questo progetto sono stati investiti oltre 20 milioni di euro dei calabresi. Devono essere spesi nella maniera corretta, per creare occupazione stabile e sviluppo del territorio. Se Konecta non è in grado di portare avanti questo servizio deve mettersi da parte”. E ancora: “Se ci sono i presupposti porteremo le nostre denunce in Procura, perché non si possono trattare le cartelle sanitarie dei cittadini come fossero fogli di carta, senza ordine e senza procedura”.
La vertenza si muove quindi su più piani: la possibile cassa integrazione, la scadenza di maggio per una parte dei lavoratori, la continuità di un progetto che ha visto investimenti pubblici rilevanti e il timore che senza un intervento tempestivo si possa arrivare a una riduzione strutturale dell’attività.
Danilo Ruberto
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