Crotone, don Fortunato Morrone consacrato vescovo: “La Chiesa ha dato un segno, poichè è un uomo semplice”

Crotone, don Fortunato Morrone consacrato vescovo: “La Chiesa ha dato un segno, poichè è un uomo semplice”

Crotone – C’era il cielo coperto da un leggero scirocco questa mattina presso la parrocchia Maria Madre della Chiesa a Fondo Farina, con tante  automobili arrivate nel parcheggio della chiesa crotonese di Fondo Farina, muniti di pass, per l’ordinazione episcopale di monsignor Fortunato Morrone, arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, il quale succede a monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, dimessosi per raggiunti limiti di età.

Posti contingentati, mascherine e gel alle mani per l’ingresso nell’ampia chiesa, la quale ha accolto i vescovi calabresi, i sacerdoti dell’Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina, la rappresentanza del clero reggino, i parenti del presule, le autorità civili e militari, tra cui i sindaci di Isola di Capo Rizzuto, Maria Grazia Vittimberga, Vincenzo Voce di Crotone,  e il primo cittadino di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatá.

Tanta commozione per la consacrazione ai tempi del Coronavirus, mentre la chiesa di Reggio attende il suo nuovo pastore il 12 giugno, questa mattina visibilmente commosso ma “sereno“, come ha dichiarato al termine della cerimonia.

La consacrazione è avvenuta per le mani del presule crotonese, Monsignor Angelo Panzetta, il quale ha dato iniziato la sua geneaologia episcopale con una chiesa che si fa servizio: “Perdiamo un pezzo da novanta, una colonna della nostra chiesa e del nostro presbiterio – ha detto il consacrante – la Chiesa ha dato un segno, poichè don Fortunato è un uomo semplice, molto dotto, capace di stare in mezzo alla gente, è quello che il Papa sta chiedendo all’episcopato“.

Dopo l’invocazione dello Spirito Santo, e la preghiera in comunione con la Chiesa Celeste, il parroco di San Leonardo di Cutro don Fortunato Morrone,  docente di teologia, ha ricevuto il Vangelo, l’anello episcopale, la mitria che è simbolo di santità, e il pastorale, segno del peregrinare in mezzo alla gente che gli è stata affidata come pastore della chiesa reggina.

Tra i celebranti presenti i co-consacranti Monsignor Giuseppe Caiazzo “don Pino” presule di Matera-Irsina, il vescovo emerito di Reggio Calabria Bova Morosini, Monsignor Luigi Cantafora (don Gino) Vescovo emerito di Lamezia Terme, Monsignor Antonio Staglianò (don Tonino), pastore della Chiesa di Noto, e Monsignor Giancarlo Maria Bregantini (padre Giancarlo), Arcivescovo di Campobasso-Boiano.

Ci mettiamo in ascolto – ci ha detto l’Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova Fortunato Morrone ci mettiamo in ascolto del battito delle persone. Dobbiamo guardare ciò che è bello, poichè è la luce che illumina le ombre, sinnò amu finutu, come si dice in dialetto“.

Sono tante le persone che ha voluto ringraziare il nuovo presule “don Fortunato”, tra cui le donne, “le prime testimoni del Gesù Risorto“, e coloro che lo hanno aiutato a crescere nella fede.

Danilo Ruberto