Crotone e la stazione che non c’è

Crotone e la stazione che non c’è

Crotone – C’era una volta una stazione con tanti treni, riempiti da pendolari, sogni, crucci per un’interrogazione andata male, o col desiderio di tornare tra i propri affetti familiari dopo aver superato un colloquio. C’erano   i vagoni dei treni con le persone, con sorrisi per chi arrivava e lacrime per chi invece partiva. C’erano una volta valigie di cartone, oggi divenute valigie di pelle.

Oggi i treni non partono, il Crotone-Milano è un antico ricordo, così come raggiungere Roma. Così come non siamo abituati al fischio di un treno in arrivo, e la voce dell’altoparlante che avvisa di non oltrepassare la linea gialla. Quasi quattro ore per raggiungere da Crotone la città di Cosenza, rimanendo  isolati nei  servizi basilari. La Strada Statale 106 è costellata di croci e fiori, in una fascia jonica vittima di sè stessa e dell’assenza di infrastrutture moderne. «Quando devono costruire qualcosa al nord, ci mettono pochi mesi, da noi se ci pensate passano anni». Ha detto così ieri mattina il primo cittadino Vincenzo Voce durante la cerimonia di commemorazione delle dodici vittime del disastro ferroviario del 16 novembre 1989, in cui persero la vita dodici persone (leggi qui).

Tanta rabbia nei familiari che hanno visto perdere la vita i propri cari, mentre tanti altri oramai non partecipano più alla commemorazione poichè, sostengono, le cose in trentatrè anni non sono cambiate. «La stazione è sempre quella, uguale a sè stessa, mentre tanti servizi sono stati cancellati, come la biglietteria. Sappiamo contare solo i morti, è impossibile dire oggi contiamo ancora morti», ha detto ieri mattina Franco Amelio, marito di Carmelina Pistoia.

Dodici le associazioni presenti, le quali hanno chiesto risposte concrete per la stazione crotonese e non solo commemorazioni: «Dopo le dodici vittime di quel 16 novembre del 1989  poco o nulla è stato fatto – ha dichiarato Teresa Liguori di Italia Nostra sezione di Crotone –  i pendolari fanno una vita difficile  ma piu che sensibilizzare le istituzioni non sappiamo cosa  fare». Basta ricordare ma bisogna incontrare la Regione Calabria e sedere ai tavoli che contano, “perchè Crotone deve esserci“, ha ricordato la consigliera comunale Anna Cantafora, la quale fa parte del Comitato Cittadino Ferrovie Joniche.

«Non abbiamo avuto risposte risposte concrete, soprattutto dal commissario  per l’elettrificazione – ha aggiunto Pino Peluso, della Fit Cgil – ci auguriamo che dopo quest’iniziativa possa esserci un tavolo di confronto con le parti sociali, le istituzioni,  un’interlocuzione  per risolvere i problemi di questa ferrovia crotonese».  Una vertenza tutti insieme, è la proposta lanciata da Filippo  Sestito alle associazioni presenti e al sindaco di Crotone: “Non abbiamo nemmeno una biglietteria, proviamo a fare proposte concrete e su questo andiamo a sbattere i pugni, ma questa volta tutti insieme altrimenti ogni anno saremo ancora qui a parlare delle stesse cose».

L’invito, dunque, è alla coesione affinché il diritto alla mobilità venga preteso e non più un favore elettorale o, peggio ancora, una promessa fine a sè stessa.