Crotone, ecco Giovanna Ripolo la prof. 2.0 che insegna Storia e Filosofia

Crotone, ecco Giovanna Ripolo la prof. 2.0 che insegna Storia e Filosofia

La professoressa Giovanna Ripolo docente di filosofia e storia presso il Liceo Classico Pitagora di Crotone è risultata tra i sei finalisti del premio “Atlante – Italian Teacher Award”, istituito da United Network Eu in collaborazione con “Repubblica@Scuola” e in partnership con la Varkey Foundation che ha l’obiettivo di far conoscere – su una grande piattaforma digitale aperta al pubblico – il lavoro spesso poco considerato di tanti docenti, le iniziative creative e originali come strumenti di formazione, facilitandone così la diffusione.

Entusiasmo, passione e una grande grinta hanno permesso alla Ripolo di accendere i riflettori non solo sul suo metodo di insegnamento ma anche sui suoi ragazzi che trovano nuovi stimoli tra i banchi di scuola e non solo lezioni e nozioni. Sono due i progetti esaminati e curati in questi anni dalla prof: uno è il Book-trailer, una modalità del tutto innovativa di sintetizzare un libro letto attraverso immagini, suoni e percezioni e poi “La storia da un altro punto di vista… il nostro”, una modalità – spesso divertente – di apprendimento differente degli eventi storici che, stuzzicando l’interesse dei giovani, ha permesso loro di “raccontare” i fatti in modo a volte inusuale e divertente.

Così la storia e la filosofia prendono vita nelle aule del Pitagora e nella mente degli studenti che accompagnati dalla preparazione e dall’entusiasmo della prof. sono capaci di relazionarsi alle materie di indirizzo con passione mettendo in risalto anche le proprie attitudini extracurriculari. Contenti i ragazzi per questo importante riconoscimento e contenta anche la prof. «Sono felicissima – ha detto – non solo per me, ma anche per il riconoscimento di un lavoro, quello del docente, che probabilmente non è considerato per quello che è».

Ed effettivamente, soprattutto in Italia, il ruolo del docente è spesso sottovalutato, i luoghi comuni però si trovano poi a dover fare i conti con queste notizie che, soprattutto in Calabria, fanno ben sperare in un’evoluzione, positiva e necessaria, della didattica.

«Mi fa piacere – continua la Ripolo – che una strategia innovativa che perseguo da sempre, venga oggi considerata. La mia selezione è anche un riconoscimento per i miei colleghi che, come me, credono in quello che fanno».La docente pensa anche ai suoi ragazzi: «Sono felice perchè questo è un riconoscimento anche al loro lavoro e al loro mettersi in gioco. Attraverso questi progetti loro si sentono in grado di dare una visione personale di quello che imparano, ovviamente – sottolinea – studiando!».

Una bella storia insomma, da non leggere sui libri di testo, ma da raccontare perché racchiude quello che la scuola dovrebbe rappresentare sempre: un luogo in cui imparare ma anche in cui mettersi in gioco. «L’obiettivo – aggiunge la Ripolo – è quello di creare una vicinanza tra quello che i ragazzi studiano e quello che sono. Questo si può fare solo utilizzando, in un modo o nell’altro, il loro modo di vedere le cose. Con questi metodi i ragazzi guardano le cose da un altro punto di vista, si divertono, si sentono nella loro conmfort-zone e danno spazio alla loro creatività».

Seguire l’evoluzione di una generazione è dunque un aspetto fondamentale. In 22 anni di servizio, dalla primaria alla scuola di secondo grado, la Ripolo è riuscita a captare le esigenze e le capacità dei suoi alunni e non ha dubbi: «Dobbiamo cercare di fare scattare nei ragazzi la scintilla, la voglia di fare qualcosa, la passione. Dobbiamo cercare di trovare in loro la meraviglia. Ma questo è possibile solo se siamo anche noi a meravigliarci.

A me piace mettermi in gioco, le cose che faccio adesso sono le stesse che facevo dieci anni fa ma cambiano i ragazzi e le metodologie. Non chiudiamoci nella nostra gabbia dorata ma guardiamo i ragazzi negli occhi. Abbiamo una funzione fondamentale soprattutto in questo momento storico in cui i ragazzi hanno tutto ed è difficile sorprenderli ma dobbiamo dar loro voce, accompagnarli senza mai giudicsarli». La premiazione si svolgerà il prossimo 4 maggio al Teatro Brancaccio di Roma. Grande la soddisfazione dei suoi alunni e colleghi.
V. R.