Crotone - Emergenza idrica, Voce: "Per riparare la condotta serviranno sette giorni senza acqua"
Il sindaco annuncia un intervento inevitabile sulla condotta e ribadisce che la soluzione definitiva dipende dalla Regione Calabria
CROTONE – Il problema è noto da anni, ma ora rischia di arrivare il momento più delicato. Nel corso del Consiglio comunale dedicato all'emergenza idrica (LEGGI QUI), conclusosi con l'approvazione all'unanimità della mozione presentata dalla minoranza, il sindaco Vincenzo Voce ha lanciato un nuovo allarme sulle condizioni della condotta adduttrice, spiegando che per eseguire la riparazione definitiva sarà necessario affrontare un lungo stop dell'erogazione dell'acqua.
Il primo cittadino ha chiarito che l'intervento sulla condotta in località Timpa del Salto non può più essere rinviato a lungo, ma ha evidenziato come l'organizzazione dei lavori richieda particolare attenzione. «Per effettuare la riparazione definitiva serviranno fino a sette giorni di lavori durante i quali resteremo senz'acqua. Per questo si sta cercando di programmare l'intervento nel modo migliore, verificando tutte le possibili soluzioni per limitare al massimo i disagi ai cittadini», ha spiegato.
Tra le ipotesi al vaglio, ha illustrato il sindaco, c'è la realizzazione di un bypass completo della condotta oppure l'utilizzo delle vasche del Nucleo Industriale, anche se attualmente soltanto una delle quattro disponibili risulta funzionante.
Voce ha raccontato di seguire quotidianamente l'evolversi della situazione insieme ai tecnici di Sorical. «Ogni mattina ricevo video che mostrano come quella perdita continui ad aggravarsi. Ogni giorno mi confronto con i dirigenti e i tecnici perché la situazione è ormai fuori controllo», ha affermato, sottolineando la crescente criticità dell'infrastruttura.
Nel suo intervento il sindaco ha anche ribadito che la soluzione strutturale non dipende dal Comune. «È un problema la cui soluzione spetta alla Regione», ha ripetuto più volte durante il dibattito, ricordando come negli anni si siano succeduti governi regionali di diverso colore politico senza che venisse affrontata definitivamente la questione dell'adduttrice.
«Si sono alternati governi di tutti i colori, ma la condotta è rimasta sempre la stessa con gli stessi problemi. Cambiare l'amministratore delegato di Sorical o il direttore di Arrical non risolve nulla», ha osservato, aggiungendo di attendere ora i progetti annunciati dalla Regione per verificare se potranno finalmente tradursi in opere concrete. «Il Pnrr avrebbe dovuto finanziare proprio questo tipo di infrastrutture, ma la Regione ha fatto ben poco», ha aggiunto.
Nel corso della discussione il primo cittadino ha ricordato anche gli investimenti realizzati dal Comune, soffermandosi sulle vasche di San Giorgio. «Hanno una capacità di 18 mila metri cubi, ma in termini pratici garantirebbero soltanto circa 8 mila metri cubi aggiuntivi, sufficienti a recuperare tra le 10 e le 12 ore di servizio. Per renderle nuovamente operative servirebbero quasi tre milioni di euro».
Il Consiglio comunale aveva poco prima approvato all'unanimità la mozione presentata da otto consiglieri di minoranza, con la quale si chiede alla Regione Calabria di avviare la progettazione e la realizzazione di una nuova linea adduttrice capace di garantire sicurezza, resilienza e continuità al servizio idrico cittadino. Nel chiudere il dibattito, il sindaco ha accolto favorevolmente il contributo arrivato dall'aula, ribadendo però che la risposta definitiva all'emergenza potrà arrivare solo con un intervento strutturale sulla rete di adduzione regionale.
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