Crotone, Ferdinando Muto (Confindustria): «Necessario un accordo di programma»

Crotone, Ferdinando Muto (Confindustria): «Necessario un accordo di programma»


Crotone – «Una situazione grave, eravamo già in difficoltà perchè il nostro tessuto economico è molto debole» Inizia così l’intervista a Ferdinando Muto, membro di Confindustria: «C’è poco manifatturiero, abbiamo qualche eccellenza, aziende che fanno da traino, ma il sistema complessivo è debole». La situazione della pandemia ha mandato al massacro quel poco di economia del sistema produttivo che c’era: «I consumi quotidiani sono venuti bene. Per una febbre da cavallo non ci vuole l’aspirina ma l’antibiotico, l’aspirina fa poco, anche perchè le banche, con la confusione generale con i Decreti del Consiglio, fanno fatica. Soldi veri, reali, ancora, tranne gli interventi a pioggia dei seicento euro, interventi veri per sostenere le imprese, e quindi dare liquidità alla produttività, ancora non sono arrivati».

Ferdinando Muto, membro del direttivo di Confindustria, si riferisce anche alle piccole e medie imprese: «C’è confusione e va capito come trovare una soluzione. Ci vuole l’antibiotico forte. Andrebbe portato avanti un accordo di programma, tra Europa, Regione e Provincia di Crotone, che fa da battistrada l’ente provincia che va ad affacciarsi con i comuni del territorio, con un modello anni novanta, dove Crotone Sviluppo con l’allora presidente Salvatore Foti fece un ottimo lavoro. A Crotone arrivarono, grazie a quell’accordo di programma, oltre cento miliardi di vecchie lire di finanziamenti a fondo perduto per l’occupazione. Adesso non so se possiamo chiamarla occupazione o mantenimento dell’occupazione, non credo possano crearsi nuovi posti di lavoro in questa situazione», quanto meno, dunque, mantenere i posti di lavoro esistenti.

«Oramai siamo in un’area di crisi fortemente depressa, se non arrivano fondi a fondo perduto, e reali, dove l’imprenditore utilizza queste risorse affinchè possa portare avanti i progetti delle proprie aziende io la vedo difficile, non solo per la provincia di Crotone, ma anche per l’intera Regione. Da quando siamo ripartiti come azienda, l’unica area che risponde poco ed è ferma, è proprio la provincia di Crotone».

Non succede così in altre regioni, ha spiegato Ferdinando Muto. «Le altre aree non stanno lavorando come prima del Covid-19, ma almeno al 75 per cento. A Crotone la situazione è compromessa, e le istituzioni non le vedo presenti su queste tematiche. Parlare è un conto, agire è un’altra cosa. Tutte le figure istituzionali del territorio devono portare avanti un’azione forte, che oggi manca, e non vedo altre soluzioni fra Europa, Governo e Regione, che si interfacciano con gli enti locali».