Crotone, Gaetano su PSC: "Servono chiarezza, documenti aggiornati e l’esito del nuovo esame regionale"
"Dalla lettura degli atti emerge un quadro che merita di essere portato all'attenzione della cittadinanza, perché riguarda non soltanto il futuro urbanistico della città, ma anche la pianificazione della sicurezza e della protezione civile".
Crotone - “PSC Crotone. Dagli atti regionali emergono osservazioni e prescrizioni: il procedimento dovrà tornare al Tavolo Tecnico Regionale per l’esternazione del parere unificato. Siamo sicuri che sia stato recepito dall'amministrazione comunale il verbale del tavolo tecnico del 2 settembre? Perché, dopo l’esito, mi sarei aspettato scossoni politici. Forse distratti dalla tavolata?"
Il Piano Strutturale Comunale di Crotone torna al centro dell'attenzione alla luce degli atti ufficiali trasmessi dalla Regione Calabria e, in particolare, del Verbale del Tavolo Tecnico regionale del 2 settembre 2026 e delle valutazioni espresse dai diversi Dipartimenti regionali.
Dalla lettura degli atti emerge un quadro che merita di essere portato all'attenzione della cittadinanza, perché riguarda non soltanto il futuro urbanistico della città, ma anche la pianificazione della sicurezza e della protezione civile.
Non si tratta di interpretazioni politiche, ma di quanto riportato negli atti ufficiali regionali dopo il riscontro avuto dalla richiesta di accesso agli atti. Richiesta avanzata dopo una domanda che mi sono posto: c’è coordinamento tra PSC e piani di secondo livello? Attenzione, secondo livello non significa di poca importanza, ma la norma impone che vi sia coordinamento fra i piani.( Paesaggistico, ambientale, protezione civile ecc.)
Particolarmente significativo è il contributo del Dipartimento regionale della Protezione Civile.
Nel documento del 2 settembre 2026, la Protezione Civile nel rilasciare il proprio parere, richiama espressamente quanto già comunicato al Comune con la nota del 19 ottobre 2023 e ribadisce la necessità di uno stretto raccordo e coordinamento tra Piano di Protezione Civile e Piano Strutturale Comunale.
La Regione ricorda che quanto previsto nel Piano di Protezione Civile deve essere recepito nel PSC, con particolare riferimento alle aree di emergenza, agli edifici strategici, ai relativi collegamenti infrastrutturali, alla microzonazione sismica e alla Condizione Limite di Emergenza (CLE).
E soprattutto, nell'esaminare il Documento Definitivo del PSC, il Dipartimento di Protezione Civile Regionale rileva una insufficiente presenza di informazioni sia nella relazione illustrativa sia, soprattutto, negli elaborati cartografici, evidenziando l'assenza di specifici riferimenti agli elementi e alle previsioni del Piano di Protezione Civile.
Lo stesso Dipartimento invita il Comune ad aggiornare il PPC e ribadisce che il Piano di Protezione Civile e ogni suo eventuale aggiornamento dovranno essere integralmente recepiti nel PSC. Ma, era un invito fatto anche nel 2023 con nota agli atti.
C'è poi un passaggio del Verbale del Tavolo Tecnico che merita particolare attenzione.
La Ragione precisa che è onere dell'Amministrazione comunale, in qualità di Autorità procedente, valutare preventivamente la ricevibilità e la procedibilità del Piano, intese come completezza, compatibilità generale, coerenza e conformità alla normativa vigente e agli strumenti di pianificazione sovraordinati.
Lo stesso Verbale prende atto che il Comune aveva già ratificato e validato la documentazione, avendone valutato le condizioni di ricevibilità e procedibilità.
A questo punto una domanda è inevitabile:
come è stato possibile dichiarare il PSC ricevibile e procedibile se il successivo esame regionale ha evidenziato la necessità di ulteriori integrazioni, recepimenti e riscontri?
È una domanda alla quale l'Amministrazione comunale deve dare una risposta chiara alla città.
Il dato più rilevante contenuto nel Verbale del 2 settembre è un altro: il procedimento non è ancora giunto alla sua conclusione. Questo è un fatto incontrovertibile.
Per l'esternazione del parere unificato regionale, infatti, dovranno essere recepite le valutazioni e le osservazioni formulate dai Dipartimenti regionali, con puntuale e motivato riscontro. Il PSC dovrà quindi essere nuovamente sottoposto al Tavolo Tecnico regionale, mentre le prescrizioni e le osservazioni dovranno trovare recepimento nel PSC e nel REU.
Non è un passaggio meramente formale.
Lo stesso documento regionale precisa che il procedimento è rimesso alle determinazioni del Tavolo Tecnico ai fini dell'esternazione del parere definitivo unificato, definito dalla Regione “propedeutico ed indispensabile all'approvazione del Piano”.
In altre parole, oggi non siamo di fronte a un iter regionale concluso, ma a un procedimento che deve ancora completare un passaggio ritenuto dalla stessa Regione indispensabile per l'approvazione del PSC.
Ed è proprio questo il punto sul quale occorre fare chiarezza prima di qualsiasi eventuale ulteriore passaggio in Consiglio Comunale.
Ed è per questo che ritengo necessario rivolgere un appello anche a tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione:
“Prima di qualsiasi eventuale fuga in avanti verso una definitiva presa d'atto del PSC in Consiglio Comunale, sarebbe opportuno che ciascun consigliere possa disporre di tutti gli atti aggiornati del procedimento, delle osservazioni e prescrizioni formulate dai Dipartimenti regionali, delle eventuali controdeduzioni del Comune, delle modifiche apportate al PSC e al REU e, soprattutto, del nuovo esito del passaggio al Tavolo Tecnico Regionale”.
Non si tratta di rallentare il procedimento, né di assumere posizioni pregiudiziali.
Si tratta di mettere il Consiglio Comunale nelle condizioni di votare con piena consapevolezza, conoscendo esattamente che cosa è stato modificato, che cosa è stato recepito e quale sia l'effettivo stato dell'iter regionale.
Un atto urbanistico di questa portata non può essere sottoposto al voto futuro dei consiglieri senza che questi abbiano avuto la possibilità di esaminare integralmente la documentazione sulla quale sono chiamati ad assumere una decisione.
Alla luce degli atti ufficiali, ritengo doveroso chiedere:
Chi ha attestato e validato la ricevibilità e la procedibilità del PSC?
Su quali elementi documentali è stata fondata tale valutazione?
Perché osservazioni già formulate dalla Protezione Civile nel 2023 risultano ancora oggetto di richiami e necessità di recepimento nel 2026?
Quali modifiche e integrazioni intende ora apportare l'Amministrazione al PSC e al REU?
Quanto tempo sarà necessario per completare il nuovo passaggio al Tavolo Tecnico regionale?
Quali atti saranno messi a disposizione dei consiglieri comunali prima di un eventuale passaggio definitivo in Consiglio?
Il Consiglio Comunale sarà messo nelle condizioni di conoscere l'esito del nuovo esame regionale prima di essere chiamato ad assumere eventuali determinazioni definitive sul Piano?
Sono domande che non hanno l'obiettivo di alimentare una contrapposizione politica, ma di fare chiarezza su un procedimento di fondamentale importanza per il futuro della città.
Il PSC è lo strumento attraverso il quale Crotone dovrà pianificare il proprio sviluppo urbanistico, tenendo insieme trasformazione del territorio, tutela ambientale, infrastrutture e soprattutto sicurezza.
Nell'esercizio del mio ruolo di consigliere comunale seguo con attenzione il procedimento, e renderò pubblici gli elementi che emergeranno dagli atti ufficiali, perché su una materia così importante la città ha diritto di conoscere non soltanto gli annunci, ma lo stato reale del procedimento con la speranza che non ci si distrai troppo nelle adunate di maggioranza.
Crotone, 22 settembre 2026
Alfonsino Gaetano
“Per la Nostra Crotone”
18.9°