Crotone, Grillo si ritira: «Città di presunti leader. Il Pd non mi vuole bene». E ne ha una per ogni candidato a sindaco

Crotone, Grillo si ritira: «Città di presunti leader. Il Pd non mi vuole bene». E ne ha una per ogni candidato a sindaco

Crotone – Non le ha mandate di certo a dire l’avvocato Gaetano Grillo, candidato a primo cittadino della città con il Pd di Iacucci e che ha fatto un passo indietro, spiegando questa mattina le ragioni del perché non ci sono più le condizioni per correre verso la carica di sindaco di Crotone: «Il Pd mi ha sempre voluto bene, ma al momento opportuno non ha esitato affatto a sostituirmi».

Manca l’assegnazione del simbolo del Pd, nonostante gli incontri che lo stesso Grillo ha avuto ad agosto con il Commissario Provinciale del partito Franco Iacucci: «C’era il discorso di discontinuità del Pd con l’amministrazione comunale uscente – ha continuato – dissi “Caro Vallone non hai altro sindaco, poichè le trattative che stai concludendo con Pedace sono la conferma dell’incoerenza con la linea di Iacucci. L’amministrazione di cui il dominus era l’amico Sculco è caduta sotto i colpi della questione morale, a ragion per cui veniva spontaneo condividere la linea di Iacucci, ovvero non sostenere l’alleanza con quella forza politica che ha fallito. Quindi è inutile ora che coltivi una linea con Pedace, perchè Pedace aveva governato con Sculco ma non solo, aveva votato anche il centrodestra”».

Vallone avrebbe tergiversato, secondo quanto detto da Gaetano Grillo, sulla sua candidatura: «Invece di esprimere la mia candidatura ha cercato fantomatici sindaci tipo Lino Mungari, tipo Varrina, senza accorgersi che senza le mie liste nessuno di loro avrebbe potuto un quoziente tale di andare al ballottaggio. Poi la scelta è caduta su di me. In quel momento, Vallone e Iacucci invece di consentirmi di formare le liste hanno pensato bene di interpellare altri candidati, mortificando la mia persona».

Non le ha mandate a dire l’ex sindaco di Crotone dal 1995 al 1997, affermando il vuoto politico che vi è in città perchè a mancare sono proprio i partiti: «A Crotone manca la politica, manca il partito, le liste civiche sono la scimmiottatura dei partiti. Il partito è invece lo strumento indispensabile per l’organizzazione democratica».

Non ha dubbi, adesso, su chi potrebbe vincere: «Dico Manica, ma ci vogliono due anni per imparare a fare il sindaco. Dovrà aspettare». E su Enzo Voce ha detto: «Si può essere vanesi, spavaldi e troppo sicuri di se stessi senza avere esperienza politica, pur sapendo che le sue liste non hanno personaggi politici di spessore. Fare il sindaco significa fare sintesi tra i consiglieri comunali, i quali oramai sono commercianti del loro stesso consenso».

Anche sul candidato Andrea Correggia e in particolare su tutti i candidati a sindaco: «Avrebbero dovuto fare un esame di coscienza e convenire di non essere all’altezza». Reputa un forte amico Filippo Sestito, il quale ha ritirato la candidatura a sindaco con il Comitato per la Magnae Grecia: «Caro Sestito vuoi fare il sindaco senza avere esperienza o peggio ancora voti» ?

E conclude su Danilo Arcuri: «Persona per bene, come lo sono tutti i candidati a sindaco. Se avessero privilegiato prima la mia persona poi avrebbero potuto dialogare con Sculco. Ma a Sculco dico di essere meno invasivo, perchè la politica si deve determinare nel palazzo del Comune. Quando poi Sculco dice che è un leader, lo è in questo senso. Propone, discute approva. E gli altri guai a dissentire».

Grillo ha concluso affermando che il suo voto non andrà a nessuno, e non indicherà ai suoi sostenitori e amici chi votare. Poi chiosa sorridendo: «Mi dicono tutti che ho 79 anni e bisogna lasciare il passo ai giovani. Ma io conosco la macchina amministrativa e ho esperienza. E poi un sindaco che cosa deve fare? Correre? Fare il salto in lungo? Il sindaco deve lavorare intellettualmente».

Danilo R.