Crotone, il centro storico aspetta ancora una svolta: serrande abbassate e nessuna visione
Il cent antico della città continua a perdere attività, residenti e occasioni di rilancio. Le richieste di cittadini e commercianti attendono risposte da anni. L'ultimo intervento di Confcommercio riporta al centro una questione che non può più essere ri
C'è una parte di Crotone che rischia di spegnersi lentamente, giorno dopo giorno. È il centro storico, la parte più antica della città, quella che custodisce la sua identità, la memoria dei quartieri, le attività di vicinato e luoghi che per generazioni hanno rappresentato un punto di riferimento per i crotonesi. Oggi, però, il quadro è quello di una progressiva desertificazione: negozi che chiudono, locali che restano vuoti, meno persone per strada e una capacità di attrazione che continua a diminuire.
Non è un problema nuovo e, soprattutto, non è un problema che si possa liquidare con qualche iniziativa occasionale o con interventi limitati alle festività. Il centro storico aspetta da anni una risposta strutturale, un progetto riconoscibile, un'idea di città capace di restituire vita a un'area che non può essere considerata soltanto una cornice da valorizzare nelle occasioni speciali.
La sensazione è che, finora, sia mancata soprattutto una direzione. Quale futuro si immagina per il centro storico? Come si intende riportare le persone ad abitare questi luoghi, incentivare l'apertura di nuove attività, sostenere quelle che resistono e rendere nuovamente attrattive le sue strade? Sono domande che continuano a rimanere sul tavolo, mentre il tempo passa e il tessuto commerciale si indebolisce.
Le richieste rimaste in attesa
A riportare la questione all'attenzione pubblica è stato anche il recente intervento di Confcommercio Calabria Centrale - Crotone, con la presidente Emilia Noce, che il 29 ottobre ha denunciato la mancanza di riscontri da parte dell'Amministrazione comunale alle proposte avanzate per il rilancio del commercio e del centro storico.
Non si tratta di una presa di posizione isolata. Il 18 settembre Confcommercio e il Comitato Centro Storico, guidato da Cesare Spanò, avevano chiesto formalmente l'istituzione di un tavolo permanente di lavoro, coinvolgendo Comune, residenti, commercianti, professionisti e associazioni. L'obiettivo era costruire una strategia condivisa, affrontando questioni che vanno dalla sicurezza all'illuminazione, dalla mobilità ai servizi, fino al sostegno delle attività economiche e alla valorizzazione turistica e culturale.
Una richiesta che, secondo quanto denunciato dalle realtà promotrici, non ha ancora prodotto il confronto atteso. Nel frattempo, il Comitato ha presentato anche sette proposte per il recupero del quartiere, chiedendo interventi che riguardino la residenzialità, gli immobili inutilizzati, il commercio, il decoro e la vivibilità.
C'è poi il capitolo delle risorse. Si è parlato di 200mila euro destinati al centro storico, ma resta da chiarire quale sia il percorso amministrativo di queste somme, quali interventi siano stati programmati e quali siano effettivamente arrivati alla fase operativa. Una questione sollevata anche da residenti e componenti del Comitato, che chiedono trasparenza sugli impegni annunciati e sulla loro concreta realizzazione.
Non bastano le iniziative natalizie: serve un progetto per il futuro
Anche iniziative come Storicamente Natale possono contribuire a riportare attenzione e partecipazione nel centro storico. Ma il punto è un altro: una manifestazione, un addobbo o un calendario di eventi non possono sostituire una politica di rigenerazione urbana.
Il centro storico non ha bisogno soltanto di essere animato per qualche settimana. Ha bisogno di tornare a essere abitato, frequentato e vissuto durante tutto l'anno. Servono servizi, spazi curati, maggiore attenzione alla sicurezza, accessibilità, parcheggi, incentivi per chi vuole investire e condizioni che permettano alle attività commerciali di lavorare.
Occorre soprattutto una visione capace di tenere insieme commercio, turismo, cultura e residenzialità. Perché non può esserci rilancio senza residenti, così come non può esserci una vera ripartenza commerciale se mancano le persone e le ragioni per frequentare il quartiere.
Crotone non può permettersi di perdere il proprio centro storico. Non è soltanto una questione di negozi che chiudono o di vetrine vuote. È una questione di identità, di vivibilità e di futuro. Ogni serranda che si abbassa racconta un pezzo di città che scompare, mentre ogni anno trascorso senza una strategia rischia di rendere ancora più difficile invertire la rotta.
Le sollecitazioni di Confcommercio e del Comitato Centro Storico riportano dunque una domanda che accompagna il quartiere da troppo tempo: quale progetto concreto esiste per restituire vita al cuore antico di Crotone?
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