Crotone, il centro storico non è una “città intoccabile”

Crotone, il centro storico non è una “città intoccabile”

Nei giorni scorsi si sono accesi i riflettori sul centrostorico di Crotone. A far tornare alla ribalta le necessità della città vecchia, sono stati gli esercenti che in quell’area hanno deciso di investire (leggi qui l’articolo con le dichiarazioni).

Serve però la collaborazione di tutti, dei commercianti, dei residenti, dei cittadini che soprattutto nel week-end lo popolano, anzi, lo ri-popolano, e degli enti.

Da anni la nostra redazione tiene accesa l’attenzione sulla parte più antica della città, sui suoi palazzi nobiliari, sulle sue chiese, sulla sua architettura. Ma da anni continuiamo a segnalare che non esiste una “politica” di rigenerazione urbana e sociale per Crotone Vecchia.

Il Centro Storico, nella maggior parte dei comuni italiani, non viene più inteso esclusivamente come sede privilegiata di beni culturali da isolare, celebrare e proteggere per i loro connotati storico, artistici ma come parte “viva” di una città più ampia.

Il Centro Storico non è una sorta di città intoccabile, ma uno spazio urbano da riempire di attività e socialità. Che poi è il tentativo che, negli ultimi anni, alcuni imprenditori stanno provando a fare.

Ma manca ancora qualcosa, manca, soprattutto, una visione del centro storico, in cui siano delineati gli spazi di sviluppo che non possono essere solo locali notturni o di ristorazione, manca, per esempio, tutto l’artigianato tradizionale che potrebbe essere rivitalizzato sfruttando anche la ZES, così come manca il “rapporto” con il Porto, nonostante quest’ultimo sia parte integrante del Centro Storico. Si può fare di più ma non si attenda troppo per farlo.