Crotone, il direttore del Museo sulla situazione delle strutture di Via Risorgimento e CapoColonna

Crotone, il direttore del Museo sulla situazione delle strutture di Via Risorgimento e CapoColonna

Crotone – In merito ad alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa da liberi cittadini sulla situazione dei musei del crotonese, il direttore del Museo Archeologico e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna di Crotone Gregorio Aversa ha inviato una nota alla stampa, che riceviamo e pubblichiamo:

Come su tutto il territorio nazionale, le strutture che dirigo hanno carenze di organico, dovute a pensionamenti e mancate nuove assunzioni, e carenze di risorse, che il Ministero assegna con propria tempistica. Ad esse si aggiungono problematiche dal punto di vista tecnico-impiantistico, presenti da tempo e accentuate dal protrarsi della fase di lock down. La pandemia da Covid-19 ha peraltro provocato la drastica riduzione degli introiti dai luoghi della cultura, per cui risultano in sofferenza soprattutto strutture periferiche come le nostre. A tutto questo va aggiunto che la pubblica Amministrazione non può muoversi con l’agilità di un privato e senza rispettare le varie fasi burocratiche, anche quando si tratta di accogliere eventuali donazioni da parte dei cittadini.

Infine, l’aspetto più problematico: quello delle manutenzioni. Il Museo di via Risorgimento, nato nel 1968, ha usufruito di un intervento di maquillage soltanto nel 2000: esso, quindi, manifesta oggi tutti i problemi dell’età, ulteriormente accentuati dalle aumentate esigenze derivanti dalle misure anti-Covid. In base alla legge, un Museo e chi lo dirige non possono prendere in autonomia iniziative di carattere economico-gestionale, in quanto dipendenti dalla Direzione Regionale Musei (fa eccezione il Museo di Reggio Calabria che, questo sì, è autonomo!).

Bisogna tuttavia sottolineare che la Drm, guidata da Antonella Cucciniello, si è attivata in tal senso non appena ha iniziato a ricevere le risorse necessarie. E, nel frattempo, si è comunque provveduto a garantire l’apertura gratuita al pubblico con orario consueto, anche se ridotta: si è così optato per aprire nella sua interezza il Parco archeologico di Capo Colonna (in veste totalmente rinnovata grazie a vari lavori degli ultimi mesi, come quelli dovuti alla collaborazione col Fai) e il piano terra del Museo archeologico nazionale di Crotone (perché il piano superiore presenta oggettivi problemi di alta temperatura). Detto ciò, se non è stato riaperto il Museo di Capo Colonna e per intero quello cittadino, non vuol dire che non ci si stia adoperando in tal senso.

Del tutto infondate, tra l’altro, risultano le accuse di mancato rispetto delle misure di prevenzione e sicurezza: gel disinfettante, strisce per il distanziamento, pannelli informativi e mascherine sono, infatti, regolarmente fornite al personale e alla struttura; chi critica temo sottovaluti la portata di quanto avvenuto e di quanto potrebbe accadere se si abbassasse la guardia.

In conclusione, faccio notare che il 2019 era terminato sotto i migliori auspici per quanto riguarda il settore turistico crotonese. In prospettiva si pensava di triplicare gli arrivi delle navi da crociera in città, il che avrebbe anche fatto aumentare il numero dei visitatori dei musei. D’altronde, secondo il dettato normativo, la Drm si è adoperata per rendere fruibili in maniera integrata i vari siti culturali della provincia (tranne il castello di Crotone, non di propria competenza). Oggi, però, dopo la brusca frenata primaverile e l’annullamento di tutte le crociere, registriamo un calo dei visitatori: circa il museo di Crotone, infatti, in questo mese di luglio abbiamo avuto 740 ingressi rispetto ai circa 1900 del luglio 2019. Mancano del tutto gli stranieri, e il dato penso debba fare molto riflettere: se abbinato, poi, alle gravi carenze di cui soffre Crotone in quanto a ricettività, pulizia, arredo urbano, infrastrutture, inquinamento, disagio sociale, ecc., ritengo che il sistema Musei abbia bisogno di essere sostenuto piuttosto che criticato. E questi sarebbero temi seri da affrontare anche in campagna elettorale.