Crotone, il vescovo: “Si arrivava a spendere 20 mila euro per i botti, non posso far finta di non vedere”

Crotone, il vescovo: “Si arrivava a spendere 20 mila euro per i botti, non posso far finta di non vedere”

Crotone – Ha fatto discutere la lettera dei giorni scorsi dell’Arcivescovo di Crotone-Santa Severina Angelo Panzetta il quale, con una lettera, ha proposto alle comunità diocesana la sospensione dei fuochi d’artificio per rispetto dei bambini ucraini che si trovano nel nostro territorio.

A giorni, infatti, nel pellegrinaggio della Madonna di Capo Colonna potrebbero non esserci i tradizionali fuochi di artificio che accompagnano il rientro della Patrona di Crotone nella Basilica Cattedrale. Così ha scritto il presule:  La proposta che sottopongo al discernimento di tutte le realtà ecclesiali che sono coinvolti nell’organizzazione delle feste è la seguente: come scelta di sobrietà e in vista della condivisione, anche per rispetto nei confronti dei numerosi profughi ucraini, per i quali i botti ricordano il dramma del fragore delle bombe che sta distruggendo il loro paese, quest’anno le comunità potrebbero sospendere la programmazione dei fuochi pirotecnici. Si tratta di una scelta (già adottata spontaneamente da alcune parrocchie) che mi pare degna di essere presa seriamente in considerazione da tutti.

Dopo la lettera, l’Arcivescovo è stato intervistato dal quotidiano L’Avvenire con un’intervista del giornalista Riccardo Mancioni (ecco il link dell’articolo completo). Così ha risposto il titolare dell’Arcidiocesi alla domanda sui fuochi pirotecnici:  Il mio è un invito a valutare bene. In diocesi ci sono piccole realtà che spendono 200-300 euro per i fuochi, e allora non c’è problema. Ma a Crotone si arrivava a spendere 20mila euro. Non posso far finta di non vedere. Però non ho detto no ai fuochi o alle luminarie, ho chiesto alla comunità di considerare che il territorio sta vivendo un periodo di povertà. Con in più la guerra.