Crotone, inchiesta su appalti sanitari: 13 indagati per corruzione

La Guardia di Finanza notifica gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Nel mirino forniture sanitarie per oltre 3 milioni di euro e presunte tangenti superiori a 45mila euro

A cura di Redazione
10 ottobre 2026 12:33
Crotone, inchiesta su appalti sanitari: 13 indagati per corruzione - Foto: Redazione
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Tredici avvisi di conclusione delle indagini preliminari sono in corso di notifica da parte dei finanzieri del Comando provinciale di Crotone nell’ambito di un’inchiesta su presunti episodi di corruzione legati alle procedure di affidamento di forniture sanitarie.

I provvedimenti sono stati emessi dalla Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio, nei confronti di altrettante persone indagate, ritenute, secondo l’ipotesi accusatoria, coinvolte in condotte corruttive contestate ai sensi degli articoli 318 e 321 del Codice penale, anche nella forma associata.

Le indagini, condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza sotto il coordinamento della Procura, hanno riguardato diverse procedure per la fornitura di prodotti sanitari, per un valore complessivo superiore a 3 milioni di euro. Gli affidamenti sarebbero stati indetti tra il 2019 e il 2021 dalle principali strutture sanitarie della provincia.

Le presunte irregolarità negli appalti

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nella vicenda sarebbero coinvolti pubblici funzionari all’epoca in servizio presso l’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, oltre a imprenditori e professionisti. Le condotte ipotizzate riguarderebbero presunte interferenze nelle procedure di aggiudicazione, con l’obiettivo di favorire determinate imprese.

In più occasioni sarebbe stata riscontrata l’anticipazione di documenti di gara e la condivisione di informazioni riservate sulle decisioni delle stazioni appaltanti. Tra gli elementi emersi figurerebbe anche la presunta predisposizione di capitolati e disciplinari tecnici con il coinvolgimento diretto dei referenti delle aziende che avrebbero dovuto beneficiare degli affidamenti.

Denaro contante e consulenze fittizie

L’inchiesta avrebbe inoltre ricostruito presunti accordi corruttivi che prevedevano pagamenti commisurati, in percentuale, al valore delle commesse pubbliche. In diversi casi, le somme sarebbero state mascherate attraverso prestazioni di consulenza ritenute fittizie.

Nel corso delle attività investigative, i finanzieri avrebbero monitorato e documentato più consegne di denaro contante, per un importo complessivo superiore a 45mila euro.

L’operazione conferma l’attività della Guardia di Finanza e della Procura di Crotone nel contrasto ai fenomeni corruttivi che possono alterare la concorrenza tra imprese e incidere sulla gestione delle risorse pubbliche, con possibili ricadute sui costi e sull’efficienza dei servizi sanitari.

Resta ferma la presunzione di innocenza: gli avvisi notificati rappresentano un atto della fase preliminare del procedimento. Le responsabilità delle persone indagate dovranno essere accertate nelle successive fasi processuali, nel rispetto delle garanzie previste dalla legge.

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