Crotone, “Io Resto”: cittadini uniti per dare un nuovo futuro alla città

Crotone, “Io Resto”: cittadini uniti per dare un nuovo futuro alla città

Un incontro per dialogare sui temi portanti della città, con la presenza dei cittadini che costituiscono il passato, il presente e il futuro dal quale ripartire, con idee e voglia di valorizzare un territorio difficile ma dalle grandi potenzialità ancora inespresse.

È stata presentata nella giornata di giovedì presso l’Aula Magna del a Liceo Classico “Pitagora” l’associazione Io Resto, nata per gioco nel 2018 e che oggi promuove nuove energie, idee e prospettive per la città pitagorica. Ad intervenire tra gli altri il prof. Vito Teti Ordinario di Antropologia Culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università della Calabria, Stefano Cava parroco della Chiesa S. Maria del Carmelo e l’ Urbanista Paolo Ranieri.

«Il nostro percorso è nato dalla voglia di valorizzare il territorio, abbiamo conosciuto persone e in tanti sono venuti a trovarci – ha dichiarato Gianni Pitingolo, membro dell’associazione -, il nostro è un sogno iniziano nel settembre 2018 ma che giorno dopo giorno è iniziato a diventare realtà. Il 29 maggio 1953 si realizzava un’impresa straordinaria, la cima più alta de mondo veniva scalata con l’uomo in vetta al monte Everest, per noi la data del 29 maggio 2019 ha rappresentato l’inizio di questa nostra impresa. Vogliamo cercare di cambiare il modo di vedere le cose, con positività, per questo motivo abbiamo deciso di chiamarci Io Resto, perchè il nostro “Io” non è indicativo della singola persona ma racchiude al suo interno tutta la comunità».

A salutare i convenuti Don Stefano Cava, parroco della Chiesa S. Maria del Carmelo. «Ci ritroviamo qui per vivere questa esperienza. Da crotonese posso dire che spesso tendiamo a lamentarci, voglio sottolineare un aspetto importante che spesso ci sfugge: bisogna parlare dell’uomo “sociale”, bisogna ritornare alla riscoperta dei valori, l’uomo deve essere al centro dell’attività sociale. Bisogna ritornare ad avere punti di riferimento. L’uomo, come disse Mons. Agostino è frantumanto, ha bisogno come la città di ricomporsi. Il mio è augurio di vedere una comunità coesa, per il bene di tutti e senza interesse personale».

A rimarcare la necessità di valorizzare il territorio e l’importanza di investire su se stessi è stato il prof. Vito Teti, Ordinario di Antoropologia Culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università della Calabria. «Non posso nascondere l’emozione e commozione di essere qui a Crotone, una città da me amata. In un periodo di grandi cambiamenti e di grandi trasformazioni non c’è la capacità di capire che andare via è la strada più facile mentre il restare è l’impresa più ardua che si possa affrontare. La migliore politica che può fare un movimento che non vuole essere “politico” è fornire strumenti utili a permettere alla politica di cambiare».