Crotone – La donna custode e combattente della ndrangheta: il Procuratore Manzini parla agli studenti del Classico

Crotone – La donna custode e combattente della ndrangheta: il Procuratore Manzini parla agli studenti del Classico

Crotone – Divulgare la cultura della legalità deve passare per i banchi di scuola. Nell’ambito delle attività di educazione civica delle classi quinte, presso la palestra del Liceo Classico Pitagora, in collaborazione con l’Associazione Risveglio Ideale, ha fatto visita agli studenti il Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Catanzaro, la dottoressa Marisa Manzini, autrice del libro “Donne custodi. Donne combattenti. La signoria della ‘ndrangheta su territori e persone’.

A ricevere gli ospiti e le autorità civili e militari, è stata la dirigente dell’Istituto Natascia Senatore e, dopo i loro saluti, gli studenti hanno avuto  modo di ascoltare ed interagire con la dottoressa Manzini. I ragazzi hanno ascoltato dalle parole della procuratrice i riti di affiliazione, religiosità, e il ruolo delle donne in relazione all’attività illegale delle cosche, come i loro interessi economici.  L’incontro è stato moderato dal giornalista Massimo Carlozzo.

“La ndrnagheta fonda la sua forza nella famiglia, e siccome nelle famiglie “normali” la donna ha un ruolo importante, lo ha anche all’interno delle famiglie ndranghetiste, nella capacità che ha di trasmettere i disvalori dell’organizzazione criminale –  ha detto Marisa Manzini agli studenti del Liceo Classico Pitagora  – allora nel libro ho voluto sottolineare quanti sono e quali sono i ruoli che le donne possono assumere all’interno delle organizzazioni criminali, e sottolineare anche come sia importante fare sì che siano sempre di più le donne combattenti,  quelle cioè che ad un certo punto della loro esistenza,   forse soprattutto per tutelare i propri figli, capiscono che bisogna abbandonare i valori della ndrangheta ed avvicinarsi allo stato”.

Scegliendo  da che parte stare, le donne dunque scelgono il proprio destino.  “Le donne di ndrangheta trasmettono i i disvalori, come la vendetta ad esempio – ha concluso – la ndrangheta continua a mantenersi forte perchè ha delle proprie regole, e le mogli hanno un compito, ovvero educare i figli maschi a farli diventare capi un giorno, e le femmine farle diventare succubi del maschio”.