Crotone, la memoria della Strage di Capaci: «La mafia sarà sconfitta da un esercito di insegnanti»

Crotone, la memoria della Strage di Capaci: «La mafia sarà sconfitta da un esercito di insegnanti»

Crotone – Il vento ha soffiato sul tricolore posizionato sul monumento ai giudici Falcone e Borsellino in via Morelli, nella cerimonia in cui Libera commemora ogni anno, il 23 aprile, la Strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice antimafia Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Poi ventitre 23 feriti, fra i quali gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l’autista giudiziario Giuseppe Costanza, dopo l’esplosione della Fiat Croma, in una giornata che ancora oggi non si dimentica, giorno in cui persero la vita coloro coloro che dedicarono le loro giornate alla lotta alla criminalità organizzata.

Un fascio di fiori sui marmi posizionati sul monumento in cui svetta un albero, simbolo di germoglio, vita, legalità. Legalità non esercizio di mera retorica, ma costruzione dalle scuole, così come i fiori che germogliano al sole, la cultura della legalità può partire dai banchi di scuola per l’esercizio della cittadinanza.

Non possiamo girarci dall’altra parte“, aveva detto l’arcivescovo di Crotone-Santa Severina Angelo Panzetta, nel giornata del ricordo delle vittime innocenti di mafia, così come quest’oggi il capo dello Stato Sergio Mattarella il quale si è recato a Palermo in occasione dell’anniversario delle stragi di Capaci e di Via d’Amelio, ha proferito queste parole dall’aula bunker:“O si sta contro la mafia o si è complici, non ci sono alternative”. (leggi qui)

«Borsellino diceva che la mafia può essere sconfitta da un esercito di maestri, e la verità è proprio questa» ha detto Antonio Tata, referente di Libera Associazioni Nomi e Numeri contro le Mafie, sezione di Crotone «e noi come associazione cerchiamo di fare capire non cosa fare, ma la capacità di scegliere cosa è buono e cosa è sbagliato».

Alla cerimonia a Crotone era presente erano presenti il primo cittadino Vincenzo Voce, le autorità civili e militari, una rappresentanza della Provincia di Crotone, e qualche cittadino, insieme a Libera, nella deposizione del fascio di fiori.

«Oggi dobbiamo ricordare cosa si è arrivati a fare agli uomini dello stato – ha dichiarato il sindaco Vincenzo Vocequando si arriva innocenti, come gli uomini della scorta, vuol dire che avevamo toccato il fondo. Un giudice dobbiamo dire il cui operato era stato messo in dubbio da alcuni pezzi del tribunale di Palermo».

Danilo Ruberto