Crotone, la memoria di Giuseppe Agostino, vescovo della gente, custodita nel Duomo di Crotone

Crotone, la memoria di Giuseppe Agostino, vescovo della gente, custodita nel Duomo di Crotone


Crotone – Dopo le dimissioni per raggiunti limiti d’età di Monsignor Pietro Raimondi, fu scelto alla guida della chiesa crotonese, verso la modernità, Giuseppe Agostino, un parroco reggino figlio di un ferroviere, arrivato a Crotone nel 1974.Vescovo di Crotone, Arcivescovo di Santa Severina, e vescovo di Cariati.

Nel 1971, dopo le dimissioni di Raimondi, a reggere la sede vescovile di Crotone fu nominato Monsignor Michele Federici, Arcivescovo di Santa-Severina, amministratore apostolico di Crotone, poi trasferito nell’Arcidiocesi di Frosinone, lasciando così la Calabria nel 1973. Giuseppe Agostino divenne nel 1874 vescovo di Crotone, Arcivescovo di Santa Severina, e vescovo di Cariati. Lasciò quest’ultima cattedra vescovile per l’unione con la sede di Rossano (divenendo di fatto Arcidiocesi di Rossano-Cariati). Nel 1986, le due sedi di Crotone e di Santa Severina furono unite, divenendo il primo Arcivescovo di Crotone-Santa Severina.

È ricordato non solo per le doti umane ma anche per l’oratoria, la vicinanza agli operai, l’attaccamento alla Madonna di Capo Colonna, il peregrinare per le strade, e i tanti incontri con il popolo. Celebrò il primo sinodo diocesano, portò l’effige della Madonna di Capo Colonna alla Montedison, partecipò ai fuochi dell’ Eni vicino agli operai, recandosi al fianco di chi difendeva il diritto al lavoro, portando mediazione e pacificazione.

Fu promosso alla sede Arcivescovile di Cosenza-Bisignano nel 1998, sede che poi fu elevata a metropolitana nel 2001. Si è dimesso per raggiunti limiti di età nel 2004, amministrando l’arcidiocesi fino al febbraio dell’anno successivo, ovvero fino al giorno della presa di possesso di monsignor Salvatore Nunnari. Continuò la sua opera di incontri con le persone nell’Università della Calabria. Viveva nel seminario di Rende, dove si spense il 24 marzo 2014 all’età di 85 anni. L’anno seguente la sua salma fu traslata presso il Duomo di Crotone. Era sabato 28 marzo del 2015.

È possibile recarsi sulla sua tomba, entrando nella navata sinistra del Duomo di Crotone, superata la porta della sagrestia. Di fronte Monsignor Agostino, vescovo della gente, riposa un altro vescovo di Crotone, monsignor Luigi Maria Lembo, ordinario francescano, presule della chiesa crotonese dal 1860 al 1883, traslato dal cimitero di Crotone alla Basilica Cattedrale durante l’episcopato di Monsignor Andrea Mugione (2005).

Inaugurato nel 1983, il portone di bronzo del Duomo di Crotone è stato scolpito dall’artista Ludovico Graziani, artista crotonese. Vi è raffigurato anche Monsignor Giuseppe Agostino, oltre che la Madonna di Capo Colonna e san Dionigi, protettore della città.  Sopra il portone stesso, vi è scolpito l’armoriale del nostro vescovo reggino ma crotonese, con il motto: Dilatentur spatia caritatis, che significa “Si dilatino gli spazi della carità”. Il motto è tratto da uno dei sermoni di Sant’Agostino, filosofo.

Danilo R.