Crotone, la panchina gialla contro il bullismo: consegnato il Premio Franco Razionale

Crotone, la panchina gialla contro il bullismo: consegnato il Premio Franco Razionale

Crotone – Sul lungomare di Crotone ieri sera, 19 luglio, il premio Franco Razionale ha compiuto quattordici anni di età. Era il 2005 quando il giornalista crotonese si spegneva, lasciando orfani tanti amici che, negli anni, venivano trascinati dalle sue telecronache.

E l’associazione Alè Forza Crotone di Piero Pili e Claudio Regalino ricorda ogni anno l’amico e il professionista, figlio delle fabbriche. Quest’anno un tema sentito, il bullismo, in particolare il cyberbullismo, con molti ospiti, come il campione olimpico 1992 Luca Massaccesi presidente dell’osservatorio Nazionale contro il bullismo, il quale ha ricordato che “Il bullismo non è più la semplice attività che dà fastidio al ragazzino, ma è più pesante perchè non si ferma mai con il cyberbullismo“.

Installata la panchina gialla, avuta grazie all’associazione Helpis Onlus del presidente Gino Fanelli, con il patrocinio del Ministero degli Interni, simbolo della lotta  contro il bullismo e il cyberbullismo “Penso sia un atto di grande valore da parte del comune e dell’associazione, e quindi è un modo per ricordare che questo fenomeno esiste ed è dilagante e dobbiamo tutti noi insieme arginarlo“.

Ad esser premiati quest’anno sono stati  i giornalisti Danilo Ruberto e Procolo Guida, Maria Ruggiero, il cantante crotonese Vittorio Rocca, Teresa Manes (autrice del libro Andrea oltre i pantaloni rosa), Luca Massaccesi, Saverio Mirarchi presidente della Lega Nazionale Dilettanti Calabria, il giovane atleta Luca Buscema della Società Ginnastica Magna Grecia di Elettra Cammariere, Francesco Parisi, Maria Razionale (figlia del compianto Franco) e l’atleta Michell Bonaccorsi.

Ai ragazzi voglio dire di non vivere in base alle apparenze ma di essere ampiamente se stesso – ha dichiarato Teresa Manes, anche lei una mamma coraggio  – tutti abbiamo una nostra identità ed è giusto dare valore a quello che si è se stessi. Rispetto per se stessi, per gli altri, e per le regole”. 

E, oltre Teresa Manes poichè ha perso il figlio a causa dell’omofobia, era presente anche la signora Maria Catrambone, mamma di Michele Ruffino, il quale si è tolto la vita per il bullismo, la quale ha lanciato suo appello contro questo fenomeno. Tra il pubblico inoltre anche un’altra mamma coraggio, Caterina Villirillo, figlia della nostra terra, impegnata da anni con l’associazione Libere Donne e che si è vista portare via, tremite un gesto vile e crudele, la vita del figlio Giuseppe.