Crotone, la piscina presto riconsegnata alla città. Ecco quando partiranno i lavori per la copertura

Crotone, la piscina presto riconsegnata alla città. Ecco quando partiranno i lavori per la copertura

Inizieranno il prossimo 28 febbraio e si concluderanno nella prima settimana di marzo, i lavori per l’installazione del pallone pressostatico che coprirà la vasca di 50 metri della piscina olimpionica. Un’azione a costo zero per i cittadini, come ha sottolineato l’assessore al rampo del Comune di Crotone Luca Bossi che ieri mattina ha accompagnato l’amministratore delegato della Faveretti S.r.l, Fabio Faveretti per un sopralluogo alla struttura di via Giovanni Paolo II: «I finanziamenti per gli interventi – spiega – sono stati ottenuti col bando regionale DGR 188 per un totale di 220 mila euro e laddove l’ente non ha avuto la forza di sostenere tutti i costi di riavvio, chi ha partecipato alla gara sapeva di poter sostenere i costi per poi andare in compensazione con i canoni».

Uno step importante dunque per la consegna dell’impianto alle società che lo gestiranno (Kroton Nuoto e Rari Nantes Auditore) e di conseguenza alla città tutta. «Un ritorno alla normalità – ha aggiunto Bossi – che dà quel senso di sport, di integrazione e di inclusione di cui la città ha bisogno». Un traguardo importante se si guarda al passato e a tutta la vicenda che ha riguardato la piscina comunale: «C’è oggi la consapevolezza di aver superato un periodo difficile – continua l’assessore – legato al Covid ma anche a quello che ha vissuto la città e che dobbiamo lasciarci alle spalle. Dobbiamo ripartire con nuovi strumenti e lavorare per il bene comune». Si guarda al futuro insomma e lo si fa anche affidandosi a nuove visioni non solo sportive. Lo sottolinea anche Faveretti che ha spiegato la funzione del pallone pressostatico: «Si tratta di una copertura di ultima generazione ad efficientamento energetico. Un pallone in doppia membrana – spiga dettagliatamente -. Tra l’interno e l’ambiente esterno vi è un cuscinetto riempito d’aria riscaldata che consentirà un risparmio considerevole dei costi energetici in un periodo di rincari».

Presenti al sopralluogo anche i rappresentanti delle due società sportive vincitrici del bando di affidamento che nelle scorse settimane hanno rimesso a nuovo gli spazi della struttura: «Dopo quasi tre anni di stop – spiega Roberto Fantasia, dirigente e tecnico Kroton Nuoto – rivedere l’impianto olimpionico coperto sarà una soddisfazione. Sarà poi un onore poterlo gestire per poter migliorare l’attività agonistica del nostro territorio e ridare ala cittadinanza intera la possibilità di usufruire della struttura. Seguiremo i progetti della Federazione Italiana Nuoto e sicuramente ci dedicheremo anche all’aspetto sociale. Penseremo a qualcosa di più grande. Ora però dobbiamo, e vogliamo, vedere l’impianto riprendere forma e poi saremo pronti a promuovere tutti i progetti che saranno ambiziosi nella speranza di poter dar spazio a tutti».

«Stiamo per vedere la luce in fondo al tunnel – è stato invece il commento di Francesco Arcuri tecnico e dirigente della Rari Nantes Crotone: «Per la prima vota dopo quasi tre anni possiamo dire che ci siamo quasi. Ci auguriamo che tutta la città, anzi, che l’intera provincia possa apprezzare gli sforzi profusi per rimettere in sesto l’impianto e che possa usufruirne al meglio dai piccoli agli adulti e soprattutto speriamo di riuscire a coinvolgere in attività pensate ad hoc, le fasce deboli. Abbiamo in cantiere una serie di progetti e programmazioni specifiche per il sociale e la prospettiva è quella di riuscire nella gestione nella maniera più virtuosa possibile».

Non mancano le idee, non manca l’impegno e adesso non mancano nemmeno le risorse e gli strumenti per garantire la riapertura della piscina. Crotone città dello sport non può e non deve essere più solo uno slogan. Ci sono campionati da giocare e ci sono atleti che hanno voglia di tornare ad allenarsi “tra le mura amiche”. C’è voglia anche tra la gente di poter riprendere un’attività fisica in quello che era divenuto un vero e proprio polo sportivo. Ora non si può perdere più tempo. La vasca è già piena, le società sono pronte, non ci resta che attendere la fine dei lavori per poter raccontare la ri-consegna alla città di un bene che rappresenta un punto da cui ricominciare e non solo un traguardo raggiunto.