Crotone, l’allarme di Paideia contro il maxi-inceneritore: «Un progetto di morte alle porte della città»
L’associazione socioculturale invita i cittadini a mobilitarsi e annuncia un ricorso al Tar Calabria per fermare l’ampliamento dell’impianto A2A al Passovecchio

CROTONE – Un appello diretto ai Crotonesi, affinché aprano gli occhi su ciò che sta accadendo alle porte della città. L’associazione Paideia ha diffuso un duro comunicato contro l’ampliamento del megainceneritore di A2A in via Carlo Matteucci, dietro la rotatoria del Passovecchio e nei pressi del supermercato MD.
Secondo Paideia, in un’area già caratterizzata da forte pressione ambientale – con la centrale a biomasse Italia, le montagne di ceppato e il progetto di un gassificatore – si rischia di concentrare un record mondiale di impianti nel raggio di appena 3 km², in una zona SIN e con vincolo idrogeologico R4.
L’associazione denuncia che, una volta a regime, nell’impianto verrebbero trattate fino a 300.000 tonnellate di rifiuti industriali e infettivi ospedalieri all’anno, con gravi ricadute per l’ambiente, la salute e l’economia locale. «Dalle ciminiere – scrive Paideia – usciranno furani, diossine, polveri sottili e veleni di ogni genere, mentre non ci sarà alcun beneficio occupazionale significativo».
Il timore è anche quello di una svalutazione del patrimonio immobiliare e un danno a tutte le attività commerciali, artigianali, agricole e marinare dell’area. «Crotone non è Marghera – incalza l’associazione – qui le multinazionali fanno affari milionari sulla pelle dei cittadini».
Paideia chiama quindi alla mobilitazione generale: famiglie, categorie produttive, ordini professionali, scuole, società sportive, associazioni e Curia. L’obiettivo è finanziare un ricorso al Tar Calabria, che potrebbe costare tra i 4 e i 5mila euro, affidandosi all’avvocato Calzone di Vibo Valentia, già vincitore di una battaglia legale contro Eni Rewind.
«È ancora possibile fermare questo progetto – conclude l’associazione – appellandosi al principio di precauzione e alle norme ambientali nazionali. Ma serve la partecipazione e la responsabilità di tutti».
Nella foto luigi bitonti, presidente dell'associazione culturale paideia