Crotone, l'impresa di Luigi D'Alfonso: 28 km a nuoto verso il podio
Secondo nella Capri-Torre del Greco dopo oltre nove ore. Allenamenti in mare d'inverno e una gara chiusa nel dolore
Crotone ha il suo campione di resistenza. Non soltanto per il secondo posto assoluto conquistato nella traversata Capri-Torre del Greco, ma per il percorso umano e sportivo che ha portato Luigi D'Alfonso a completare una delle prove più dure del nuoto in acque libere.
L'atleta della KR Swim ha chiuso i 28 chilometri della traversata in oltre nove ore di gara, alle spalle soltanto di una diciottenne turca, specialista delle ultramaratone natatorie, vincitrice della competizione inserita nel programma della storica Capri-Napoli.
Ma il valore dell'impresa va ben oltre il piazzamento finale.
Per mesi, infatti, D'Alfonso si è trovato a fare i conti con la chiusura della piscina olimpionica di Crotone, struttura fondamentale per la preparazione degli atleti. Una situazione che avrebbe potuto interrompere il suo sogno di partecipare alla traversata. Invece ha scelto di andare avanti.
Durante l'inverno ha continuato ad allenarsi in mare aperto, affrontando temperature rigide, vento e condizioni difficili. Sedute spesso svolte in solitudine, con l'unico obiettivo di mantenere viva la preparazione in attesa di tempi migliori.
La svolta è arrivata ad aprile, quando la piscina cittadina, nel frattempo diventata centro federale, ha riaperto consentendogli di programmare il lavoro in modo più strutturato. Da quel momento sono iniziati mesi di allenamenti intensi, cura dell'alimentazione, preparazione fisica e attenzione ai dettagli organizzativi.
Il giorno della gara, però, le difficoltà non sono mancate. Mare mosso e correnti sfavorevoli hanno reso la traversata ancora più impegnativa. Dopo circa nove chilometri è comparso anche un forte dolore alla spalla, proprio quella sulla quale l'atleta faceva maggiore affidamento.
Un ostacolo che avrebbe convinto molti al ritiro.
D'Alfonso, invece, ha continuato a nuotare, facendo leva soprattutto sulla forza mentale. A sostenerlo sono stati i sacrifici accumulati nei mesi precedenti: gli allenamenti all'alba, le sessioni invernali nel mare freddo, gli impegni professionali da imprenditore da conciliare con una preparazione estremamente impegnativa e il pensiero dell'amico Nicola, che gli ha dato ulteriore motivazione nei momenti più difficili.
Alla fine è arrivato il traguardo e con esso un prestigioso secondo posto assoluto.
«Il mio grazie più grande va al mio coach Rino Sinopoli, una presenza costante in ogni fase della preparazione, e al nostro presidente Luca Vrenna, compagno di viaggio prezioso in questa incredibile avventura, ai miei compagni di squadra per la loro vicinanza. Infine, il ringraziamento più profondo va a mia figlia Debora e a Cinzia, la mia compagna di vita: il loro supporto incondizionato e i loro sacrifici mi hanno permesso di affrontare questa sfida con la massima serenità. Grazie di cuore a tutti», ha dichiarato l'atleta.
Perché, al di là della classifica, la vera impresa di Luigi D'Alfonso è stata quella di trasformare gli ostacoli in motivazione, dimostrando che determinazione, sacrificio e resilienza possono spingere oltre qualsiasi limite. Un viaggio da campione, dentro e fuori dall'acqua.
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