Crotone - Manifestazione e caro vita, CONFIAL: «La protesta diventi proposta»

Il sindacato dopo il corteo del 30 ottobre: «Servono unità e opportunità per i giovani»

A cura di Redazione
02 novembre 2026 13:00
Crotone - Manifestazione e caro vita, CONFIAL: «La protesta diventi proposta» - Foto: Ufficio stampa Confial
Foto: Ufficio stampa Confial
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Crotone - La partecipazione alla manifestazione contro il caro vita, per il lavoro, l'occupazione e il futuro della Calabria rappresenta un segnale importante. A sottolinearlo è CONFIAL Calabria, che interviene dopo la mobilitazione evidenziando soprattutto la presenza di tanti giovani e studenti scesi in piazza per far sentire la propria voce. Un'occasione che, secondo l'organizzazione sindacale, deve andare oltre la protesta e diventare il punto di partenza per una riflessione più ampia sulle difficoltà del territorio e sulle prospettive occupazionali.

«Dalla piazza un messaggio di partecipazione e responsabilità. Servono unità autentica e una visione capace di costruire opportunità per il nostro territorio», è il messaggio lanciato da Fabio Tomaino – Segretario Confederale Regionale CONFIAL Calabria.

Caro vita, salari e lavoro: le difficoltà delle famiglie

Per CONFIAL Calabria, il caro vita non può essere affrontato soltanto come una questione legata all'aumento dei prezzi, ma deve essere letto insieme alle condizioni economiche e sociali delle famiglie. «Il caro vita non è soltanto una questione di prezzi, ma di salari, redditi, occupazione e dignità», sottolinea l'organizzazione.

Il riferimento è alle tante famiglie che, pur avendo un lavoro, faticano ad arrivare alla fine del mese, a chi vive nell'incertezza occupazionale e a chi, soprattutto tra i giovani, non riesce ancora a trovare una prospettiva lavorativa. Nel Crotonese e più in generale in Calabria, queste difficoltà si intrecciano con crisi occupazionali, criticità ambientali e sanitarie, carenze infrastrutturali e opportunità di sviluppo che, troppo spesso, non si sono ancora tradotte in risultati concreti.

Secondo CONFIAL, difendere i posti di lavoro esistenti resta una priorità, ma non basta continuare a intervenire soltanto sulle emergenze. Occorre creare le condizioni per nuova occupazione e nuove opportunità.

«Per essere davvero uniti bisogna, prima di tutto, essere liberi»

Nel documento del sindacato emerge anche una riflessione sul tema dell'unità, ritenuta indispensabile per affrontare le vertenze del territorio. «Noi crediamo in un'unità autentica, fondata sulla libertà di agire, sulla coerenza dei principi, sulla trasparenza delle scelte e sulla capacità di anteporre gli interessi collettivi a qualsiasi appartenenza, equilibrio o convenienza», afferma CONFIAL Calabria. Una posizione accompagnata da un passaggio particolarmente significativo: «Perché per essere davvero uniti bisogna, prima di tutto, essere liberi». Il sindacato richiama così la necessità di superare divisioni e contrapposizioni, mettendo al centro le esigenze delle comunità e gli obiettivi condivisi.

Giovani e futuro della Calabria: «Devono poter scegliere se restare, partire o tornare»

Uno dei passaggi centrali dell'intervento riguarda la partecipazione degli studenti alla manifestazione. Per CONFIAL Calabria, la presenza dei giovani in piazza rappresenta un segnale che non può essere ignorato. Non è sufficiente parlare delle nuove generazioni come del futuro della Calabria se, contemporaneamente, non vengono create le condizioni per permettere loro di costruire qui il proprio percorso professionale e personale. «Non possiamo continuare a definire i giovani il nostro futuro senza assumerci la responsabilità di creare le condizioni perché quel futuro possa realizzarsi anche qui, nella loro terra», evidenzia il sindacato.

E ancora: «Non dobbiamo chiedere loro di restare a ogni costo. Dobbiamo garantire loro la libertà di scegliere se restare, partire o tornare, senza che quella scelta sia condizionata dall'assenza di opportunità». Un messaggio che richiama il problema della fuga dei giovani e delle competenze, una delle questioni che continuano a pesare sulle prospettive di sviluppo della regione.

«Non conta da quando ci sei. Conta scegliere di esserci»

CONFIAL Calabria interviene anche sul significato della partecipazione alla manifestazione, invitando a non alimentare divisioni tra chi ha preso parte alle mobilitazioni fin dall'inizio e chi ha scelto di unirsi successivamente. «Per questo riteniamo che ogni partecipazione meriti rispetto e considerazione. Di chi c'è stato fin dall'inizio, di chi si è aggiunto lungo il cammino e di chi ha scelto di esserci soltanto oggi. Di chi, ancora una volta, ha avuto il coraggio di metterci la faccia». Da qui una delle frasi più significative del documento: «Non conta da quando ci sei. Conta scegliere di esserci».

L'invito è a riconoscere il valore della partecipazione, senza stabilire primati di presenza o alimentare contrapposizioni. Piuttosto, secondo il sindacato, bisognerebbe chiedersi come riuscire a coinvolgere sempre più persone nelle prossime iniziative. Particolare attenzione viene rivolta proprio ai ragazzi che hanno scelto di manifestare per il proprio futuro: «Ai giovani che scendono in piazza per rivendicare il proprio futuro si debbano offrire ascolto, rispetto e risposte concrete, non critiche».

La Calabria ha bisogno di una visione comune

A concludere l'intervento è il richiamo alla necessità di una strategia complessiva per il territorio, capace di mettere insieme lavoro, salute, ambiente, istruzione e sviluppo. «La Calabria ha bisogno di una visione capace di tenere insieme lavoro, salute, ambiente, istruzione e sviluppo. Di trasformare le rivendicazioni in progetti e i progetti in opportunità concrete», sottolinea CONFIAL.

Il messaggio è firmato da Fabio Tomaino, segretario confederale regionale di CONFIAL Calabria, che ribadisce la volontà dell'organizzazione di continuare a partecipare alle battaglie ritenute giuste, indipendentemente da chi le promuove. «Perché esserci, al di là di ogni differenza, significa già assumersi una responsabilità. E quando una comunità comincia a riconoscersi negli stessi bisogni e a condividere le stesse responsabilità, può finalmente diventare protagonista del proprio futuro».

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