Crotone, mobilità sostenibile e il sogno Park and Ride finito nel dimenticatoio

Inaugurato nel 2018 e composto da due postazioni, il servizio non è mai decollato e oggi una riqualificazione con precisa destinazione potrebbe rappresentare un valore aggiunto in città

A cura di Redazione
26 settembre 2026 07:00
Crotone, mobilità sostenibile e il sogno Park and Ride finito nel dimenticatoio - Foto: Redazione
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Crotone - Un servizio annunciato, a lungo atteso, poi divenuto realtà e, infine, mai realmente decollato. È la parabola del Park and Ride, inaugurato il 1° giugno 2018 durante l'amministrazione guidata dal sindaco Ugo Pugliese.

Il progetto nasceva con l'obiettivo di offrire alla città due postazioni: quella di via Miscello da Ripe e quella di Parco Pitagora, quest'ultima rimasta però, di fatto, mai pienamente operativa. La gestione del servizio fu affidata all'associazione Ciclofficina Tr22o, che tentò di trasformare un progetto ambizioso in una realtà quotidiana, scontrandosi però con difficoltà di carattere organizzativo, burocratico e gestionale.

Dopo l'entusiasmo iniziale arrivò progressivamente l'oblio. Il servizio venne ridimensionato fino a finire, sostanzialmente, negli archivi. La postazione di Parco Pitagora è stata lasciata al progressivo abbandono, mentre quella di via Miscello da Ripe è stata successivamente riadattata ad altri utilizzi, in un contesto segnato dal degrado e che, più recentemente, sarebbe diventato anche luogo di soggiorno improvvisato per alcune persone senza fissa dimora.

Foto: Redazione

Eppure, le premesse erano tutt'altro che marginali. Il progetto originario prevedeva una flotta di 48 biciclette acquistate dall'amministrazione comunale: 20 ecobike a pedalata assistita e 28 biciclette tradizionali. All'inaugurazione del giugno 2018 parteciparono il sindaco Ugo Pugliese, gli assessori Giuseppe Frisenda e Sabrina Gentile, insieme ai ragazzi della Ciclofficina Tr22o.

Resta anche un'immagine simbolica di quella giornata: l'assessore Frisenda in sella a una delle biciclette, impegnato in un giro dimostrativo nell'area. Era il momento in cui un progetto di mobilità alternativa sembrava finalmente pronto a entrare nella quotidianità della città.

Da allora, però, quell'entusiasmo si è progressivamente spento. Quello che avrebbe dovuto rappresentare un tassello della mobilità sostenibile cittadina è rimasto ai margini, fino a diventare quasi una traccia del passato.

E oggi, cosa rimane del Park and Ride? Poco, almeno rispetto alle ambizioni iniziali.

Eppure, il tema torna di attualità. Una città alle prese con il traffico quotidiano, con l'aumento dei costi di spostamento e con una crescente attenzione verso forme di mobilità più sostenibili sta assistendo alla diffusione di nuovi servizi, dai monopattini ai mezzi elettrici, fino alle colonnine di ricarica già presenti sul territorio.

In questo scenario, ripensare e rivalutare il Park and Ride, recuperando entrambe le stazioni e riportandole a una funzione effettiva, potrebbe rappresentare un'occasione per riaprire il capitolo della mobilità sostenibile. Non necessariamente tornando al progetto del 2018 così com'era stato concepito, ma immaginando un servizio aggiornato alle esigenze attuali della città.

Quello che otto anni fa sembrava un punto di arrivo potrebbe, oggi, diventare il punto di partenza per un nuovo modello di mobilità.

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