Crotone - Movimento Famiglie Autismo: «L’assistenza non diventi abbandono»
Dalla chiusura delle scuole alla mancanza di servizi di sollievo, la denuncia dell’associazione: «Serve una rete concreta, non nuove promesse».
Crotone - «Quando l’assistenza diventa abbandono». È questo il titolo scelto dal Movimento Famiglie Autismo Crotone ODV per lanciare un nuovo, duro appello alle istituzioni sul peso che grava quotidianamente sulle famiglie che assistono persone con disabilità grave, autismo o malattie degenerative. Un allarme che arriva dopo una serie di tragici fatti di cronaca che, secondo l’associazione, non possono più essere considerati soltanto come episodi isolati. «I fatti di cronaca degli ultimi mesi tracciano la mappa dolorosa di un fenomeno che non può più essere visto come una serie di semplici tragedie individuali», sottolinea il Movimento, definendo la situazione «una vera e propria emergenza sociale e di civiltà».
Tra gli episodi citati nel comunicato c’è la tragedia avvenuta a Roma, nel quartiere Pietralata, il 31 agosto 2026, dove una giovane coppia e la figlia di cinque anni, affetta da disabilità, sono state trovate senza vita nella loro abitazione. Sulla vicenda sono in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine. Il Movimento richiama inoltre il dramma avvenuto a Corleone nel dicembre 2025, quando una donna anziana uccise la figlia adulta autistica e poi si tolse la vita, e altri due casi verificatisi nel Modenese nell’ottobre dello stesso anno, con protagonisti due anziani mariti alle prese con la malattia delle rispettive mogli.
Nel comunicato viene ricordata anche una recente vicenda giudiziaria, quella relativa a Giuseppina, la donna che aveva ucciso la madre novantatreenne affetta da Alzheimer. La sentenza del luglio 2026, con l’assoluzione per totale incapacità di intendere e di volere al momento del fatto, viene indicata dall’associazione come un ulteriore elemento di riflessione sul logorio estremo a cui può essere sottoposto chi assiste un familiare senza adeguati sostegni.
«Il vero pilastro del welfare sono le famiglie»
È proprio qui che si concentra la denuncia del Movimento Famiglie Autismo Crotone. Secondo l’associazione, il sistema di assistenza continua a fare affidamento soprattutto sul sacrificio dei nuclei familiari. «Il vero pilastro del welfare nel nostro Paese non sono i servizi pubblici, ma le famiglie», afferma il Movimento, indicando in madri, padri e fratelli coloro che «ogni singolo giorno si privano di tutto, consumando la propria salute nell'indifferenza generale». Una condizione che, prosegue l’associazione, può arrivare a compromettere anche la possibilità per gli stessi caregiver di occuparsi della propria salute: «Arrivando persino a rinunciare al diritto fondamentale di curarsi o di fare una semplice visita medica».
Un problema che, secondo il Movimento, è emerso con particolare evidenza durante l’estate appena trascorsa. La chiusura delle scuole avrebbe lasciato molte famiglie prive di alternative adeguate, soprattutto in presenza di bambini e ragazzi con disabilità grave.
«Con la chiusura delle scuole, le famiglie si sono ritrovate completamente sole», denuncia l’associazione, evidenziando la «drammatica assenza di centri estivi e ricreativi adatti, dotati del necessario rapporto educativo 1 a 1». Dove esistono strutture in grado di accogliere persone con bisogni complessi, aggiunge il Movimento, i costi possono diventare comunque insostenibili per le famiglie.
«Non è solo burocrazia, è abbandono»
È uno dei passaggi più netti del comunicato. Di fronte alle difficoltà nell'accesso ai servizi, l'associazione contesta la spiegazione della «troppa burocrazia» spesso indicata dalle istituzioni. «La verità è un'altra, più cruda e amara: non è solo burocrazia, è abbandono», scrive il Movimento.
L’associazione sottolinea inoltre che il sostegno psicologico, pur importante, non può essere considerato l’unica risposta. «Parlare con uno psicologo può aiutare a gestire il carico emotivo», si legge nel comunicato, «ma non risolve la stanchezza fisica, il burnout, la mancanza di tempo e la solitudine concreta di chi assiste un figlio H24 senza tregua». Da qui la richiesta di interventi concreti e strutturali.
Le tre priorità indicate dall’associazione
Il Movimento Famiglie Autismo Crotone individua tre interventi considerati non più rinviabili:
Centri ricreativi, estivi e servizi di sollievo inclusivi, con attività accreditate e finanziate dal sistema pubblico, personale formato e rapporto educativo 1 a 1.
Assistenza domiciliare e territoriale continua, capace di garantire risposte operative quotidiane e di non lasciare l’intero carico sulle spalle dei genitori.
Tutele sanitarie e previdenziali dirette per i caregiver familiari, per garantire loro «il diritto primario alla propria salute e al proprio riposo».
L’appello alla Regione e al Governo
Il Movimento rivolge quindi un appello diretto all’assessore regionale alle Politiche sociali Pasqualina Straface, al Garante regionale dei Diritti delle Persone con Disabilità Ernesto Siclari, al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e alla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli. Il messaggio finale è rivolto soprattutto alla necessità di non lasciare sole le famiglie.
«Assistere un figlio con autismo è un atto d'amore immenso, ma non può e non deve trasformarsi in una condanna all'isolamento o all'annullamento di sé», afferma il Movimento. Per l’associazione, dunque, la questione non riguarda soltanto l’organizzazione dei servizi, ma la tenuta stessa di un sistema che rischia di scaricare sulle famiglie responsabilità e sacrifici sempre più grandi.
«Le istituzioni devono dare risposte immediate prima che questo sistema, retto unicamente dal sacrificio personale dei genitori, crolli definitivamente», è l’appello conclusivo del Movimento Famiglie Autismo Crotone ODV, che annuncia di voler proseguire la propria battaglia «in ogni sede» per difendere la dignità delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
32.0°