IL RICORDO

Crotone non dimentica don Pino Covelli, il sacerdote che ha guidato per anni l’Immacolata

Monsignor Giuseppe Maria Covelli, per tutti don Pino, è stato una presenza importante nella vita religiosa della città. Nato a Crotone il 3 novembre 1927, è rimasto nel cuore di tanti fedeli

A cura di Redazione
03 novembre 2026 08:30
Crotone non dimentica don Pino Covelli, il sacerdote che ha guidato per anni l’Immacolata - Foto: Redazione
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Ci sono persone che lasciano un segno nella storia di una comunità non soltanto attraverso il proprio ministero, ma soprattutto grazie alla presenza quotidiana, alle parole, all'ascolto e al rapporto costruito con intere generazioni. A Crotone, tra queste figure, c'è sicuramente monsignor Giuseppe Maria Covelli, conosciuto da tutti come don Pino.

Oggi, 3 novembre, ricorre l'anniversario della sua nascita. Don Pino nacque infatti a Crotone il 3 novembre 1927 e dedicò la propria vita al sacerdozio, diventando un riferimento per numerosi fedeli. Fu ordinato presbitero il 13 luglio 1952 e concluse il suo cammino terreno il 26 dicembre 2020.

Per tanti anni è stato alla guida della comunità della Chiesa dell’Immacolata, accompagnando la vita religiosa e spirituale di generazioni di crotonesi. Un incarico vissuto nel rapporto diretto con le persone, nelle celebrazioni, nelle ricorrenze religiose e nei momenti più significativi della vita della comunità.

La sua storia è profondamente legata a quella della Chiesa dell’Immacolata, nel centro storico cittadino. Dal 1981 ne fu rettore per quarant'anni, diventando uno dei volti più riconoscibili di quel luogo di culto. La chiesa, durante il giorno, teneva le porte aperte: non soltanto uno spazio dedicato alla preghiera, ma anche un luogo nel quale trovare una parola, un consiglio, un momento di confronto. Don Pino accoglieva chiunque varcasse quella soglia, ascoltava i fedeli e costruiva con loro un rapporto che andava oltre la celebrazione religiosa.

Le sue omelie domenicali erano particolarmente seguite. Non aveva paura di affrontare temi scomodi, di parlare dei problemi della società e di richiamare alle proprie responsabilità anche chi ricopriva ruoli istituzionali. Il suo modo diretto di comunicare era diventato una caratteristica riconoscibile della sua presenza pubblica. Fu anche protagonista di Tele Diogene, dove curava la rubrica televisiva Pelo e contropelo, seguita da tanti cittadini.

Ma l'impegno di don Pino non si fermò all'attività pastorale. Fu anche insegnante di religione, lettere e francese in diversi istituti scolastici, mettendo la propria preparazione culturale al servizio degli studenti. Laureato in Lettere moderne e Pedagogia, ricoprì numerosi incarichi ecclesiastici e dedicò parte della propria attività alla promozione della conoscenza storica del culto mariano a Crotone. Collaborò con il settimanale Magna Graecia e con il periodico L'Eco di Capocolonna, del quale fu direttore.

Un altro capitolo importante della sua vita fu quello legato alla solidarietà. Don Pino guidò l'Avis comunale e provinciale per 33 anni, accompagnando la crescita della cultura della donazione del sangue sul territorio. Nel 2022 l'associazione gli ha intitolato la propria sede di via I Maggio, un riconoscimento che ha voluto mantenere vivo il ricordo del suo impegno a favore degli altri.

Il 26 dicembre 2020, giorno di Santo Stefano, la città apprese la notizia della sua scomparsa. Aveva 93 anni. La camera ardente venne allestita proprio nella Chiesa dell'Immacolata, il luogo che per quarant'anni era stato la sua casa e nel quale aveva incontrato, ascoltato e accompagnato migliaia di persone.

A distanza di anni, il suo nome continua a essere legato a una stagione importante della vita religiosa e sociale crotonese. Per molti rimane semplicemente don Pino: il sacerdote dai capelli bianchi, sempre pronto a una battuta, capace di parlare con franchezza e di fermarsi ad ascoltare chiunque avesse bisogno.

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