LA LETTERA DI VIRGILIO SQUILLACE

Signor Sindaco,
le scrivo per proporle di intitolare alcune strade della città ai giornalisti italiani uccisi dalla mafia.

Cosimo Cristina

Negli anni fra il 1960 e il 1993 sono stati 9 i giornalisti assassinati dalle organizzazioni mafiose nel Mezzogiorno. Il sacrificio di questi testimoni della libertà d’informazione merita di essere ricordato in una città come Crotone, la cui tradizione di impegno democratico è parte della storia dell’Italia contemporanea.
I nove giornalisti meridionali che hanno pagato con la vita una limpida scelta professionale in favore della verità sono Cosimo Cristina (ucciso a Termini Imerese, Palermo, il 5 maggio 1960); Mauro De Mauro (Palermo, 16 settembre 1970); Giovanni Spampinato (Ragusa, 27 ottobre 1972); Giuseppe Impastato (Cinisi, Palermo, 9 maggio 1978); Mario Francese (Palermo, 29 gennaio 1979); Giuseppe Fava (Catania, 5 gennaio 1984); Giancarlo Siani (Napoli, 23 settembre 1985); Mauro Rostagno (Valderice, Trapani, 26 settembre 1988); Giuseppe Alfano (Barcellona Pozzo di Gotto, Messina, 8 gennaio 1993).

Mauro De Mauro

 

Non ci sono solo i giornalisti morti per mafia.
La libertà d’informazione ha avuto troppe volte come prezzo la vita. Il 2 febbraio 1944 Enzio Malatesta e Carlo Merli vennero torturati in via Tasso a Roma, condannati a morte dal tribunale speciale tedesco e fucilati a Forte Bravetta. Arrestato a Bologna dalla polizia fascista, il 27 gennaio 1944 Ezio Cesarini venne fucilato a Borgo Panigale. A Roma il 30 maggio 1944 i militi fascisti assassinarono Eugenio Colorni.
Sono stati due i giornalisti uccisi da terroristi delle Brigare Rosse e della Brigata 28 Marzo: Carlo Casalegno a Torino il 29 novembre 1977 e Walter Tobagi a Milano il 28 maggio 1980.

Peppino Impastato

Dieci i giornalisti uccisi all’estero o in Italia in circostanze diverse negli anni fra il 1979 e in 2004: Ilaria Alpi, Enzo Baldoni, Raffaele Ciriello, Maria Grazia Cutuli, Amerigo Grilz, Gabriel Gruener, Marco Luchetta, Carmine Pecorelli, Guido Puletti, Antonio Russo. Sono scomparsi in Libano nel 1980 Graziella De Palo e Italo Toni. Ci sono poi i quattro operatori caduti all’estero nel 1994: Dario D’Angelo, Miran Hrovatin, Alessandro Ota, Marcello Palmisano, e Maurizio Di Leo tipografo del Messaggero ucciso “per errore” da terroristi neri dei Nar a Roma il 2 settembre 1980.
Dal 2008 l’Unci – Unione cronisti italiani – ha istituito il 3 maggio di ogni anno la “Giornata nazionale della Memoria dei giornalisti uccisi della criminalità mafiosa e dal terrorismo”, momento di impegno e di mobilitazione, doveroso omaggio ai giornalisti che alla libertà di informazione hanno sacrificato la vita.

Giuseppe Fava

È storia di oggi: nel 2021 sono stati uccisi nel mondo 47 giornalisti e operatori dei media (rapporto della Federazione internazionale dei giornalisti Ifj pubblicato il 9 febbraio 2022). Nello stesso anno 2021 sono stati 488 i giornalisti detenuti nel mondo (comunicato di Reporter senza frontiere). In Italia l’Osservatorio del Ministero dell’Interno ha censito nei primi nove mesi del 2021 – fino al 30 settembre – 156 episodi di intimidazione ai danni di giornalisti.
Nel Mezzogiorno d’Italia il sacrificio della vita di nove cronisti negli anni dal 1960 al 1993 non deve essere dimenticato. Sono caduti per mano mafiosa sul difficile campo dell’informazione libera: un bene irrinunciabile per la vita di ogni democrazia, prezioso nelle difficili condizioni della società nel Sud.
La città di Crotone potrebbe dare una testimonianza importante nel ricordare il valore civile del loro sacrificio.

Virgilio Squillace

Beppe Alfano Mauro Rostagno e Giovanni Spampinato